«Ranieri somiglia ad Eriksson E questa Juve mi piace: è tosta»

Con lo svedese, il ceco vinse un titolo «Ora voglio godermi le grandi sfide»

da Torino

Fare la chioccia gli piace. E non vede l’ora di cominciare a lottare per qualcosa di vero. Per i tre punti, insomma. Con la certezza che la Juve di questi giorni non sia poi così brutta. Pavel Nedved è ottimista e non lo nasconde: «Io dico che la Juve del precampionato mi ha sorpreso favorevolmente: siamo pronti a giocarcela alla pari con tutti. Appena ci conosceremo meglio, diventeremo una buona squadra. Il nostro modello deve essere la partita contro la Roma: quel giorno, dopo essere andati sotto, abbiamo reagito alla grande e sappiamo di poterci ripetere. Anche contro il Milan non abbiamo sfigurato: loro sono stati bravi a sfruttare le occasioni che hanno avuto, ma noi non abbiamo sofferto più di tanto. Ci è mancata un po’ di lucidità, ma in fase di possesso palla siamo andati bene. Abbiamo qualche difficoltà in più dietro, è vero: dateci tempo e vedrete. Non si può avere fretta, anche se siamo la Juve».
Ecco il problema: essere la Juve non concede tempo. Eppure così dovrà essere: «Quando sono arrivato in Italia, ho impiegato sei mesi a capire come muovermi - ammette Nedved -. Qui non hai il tempo di girarti e hai già due avversari addosso. I nuovi e i giovani devono però stare tranquilli e fare quello che sanno: le responsabilità ce le prendiamo noi vecchi. Sarei contento se, per diventare squadra vera, bastassero uno o due mesi: per adesso mi accontento di una Juve tosta che abbia l’atteggiamento tipico della provinciale mostrato in questi anni». Incorona Nocerino e Chiellini («Due che non mollano mai») e non nega di sognare nuovi arrivi. «In altro caso andremo avanti a testa bassa e stop». Vuole divertirsi, Nedved: «Intendo godermi tutte le grandi partite che ci sono mancate la stagione passata, dal derby alle sfide contro Inter, Milan e via di questo passo. Sarà un gran bel campionato, con tante buone squadre che potranno puntare al quarto posto e darci fastidio».
Mancano pochi giorni, ormai, per ricominciare ad accarezzare un sogno: «Ranieri mi ricorda un po’ Eriksson nel modo di fare e di affrontare le cose con signorilità: rispetto allo svedese, però, lui vuole attaccare di più. Mi spiace solo che si sia abbandonato così presto il modulo con tre punte: abbiamo i giocatori giusti». Con Eriksson, per la cronaca, Nedved ha vinto uno scudetto vestendo la maglia della Lazio: sognare non costa nulla.