Ranieri: «Sto con Spalletti Io ho sempre ammesso i favori ricevuti dalla Juve»

TorinoClaudio Ranieri usa l'ironia e lancia frecciate. A chili. Il giorno dopo Inter-Roma, alla vigilia dell'impegno romano di stasera contro la Lazio nell'andata della semifinale di coppa Italia, il tecnico bianconero sogghigna e si schiera al fianco di Spalletti: «Fare coppia con lui è un piacere. Mourinho fa bene a lamentarsi degli arbitri: è un grande allenatore e un abile comunicatore, io no». E se il tecnico della Roma si era detto stufo di fare la «figura del co...», il riferimento di Ranieri all'accoppiata diventa chiarissimo. Si potrebbe andare oltre, ma è meglio fermarsi qui: il messaggio è lampante («Non mi date altri assist...»), inutile finire nel trash. Di sicuro, con garbo, Ranieri ha fatto capire che in casa nerazzurra non avrebbero motivo per lamentarsi delle direzioni arbitrali: «Loro però sono bravi, io no. Quando ci sono state decisioni a nostro favore, l'ho sempre detto senza nascondermi: evidentemente non si fa così».
Punto e a capo. Si pensa alla Coppa. Che «non è una scocciatura, visto che siamo in semifinale ed è la manifestazione nella quale siamo più vicini al traguardo. Però avevamo chiesto di poter spostare la gara più avanti per permetterci di poter preparare al meglio il ritorno con il Chelsea: ci è stato risposto di no. Peccato: si fanno tante parole e si vorrebbe che le italiane si comportassero bene in Europa, poi però non le si aiuta in nulla. Ricordo invece che, quando con il Chelsea dovevamo affrontare il Monaco nella semifinale di Champions, i francesi ottennero il rinvio delle partite di campionato per prepararsi al meglio a una sfida storica». Ce n'è per tutti, insomma. Con il sorriso sulle labbra e forte della solidarietà di Delio Rossi («Avremmo accettato volentieri di giocare la partita più avanti»), arrivano picconate a destra e a manca. Siccome però in Italia tutti parlano e nessuno decide, stasera si va in campo: Manninger al posto di Buffon è l'unico annuncio fatto ieri, cui è poi seguita la mancata convocazione di Del Piero. In attacco potrebbe così toccare ad Amauri e Iaquinta. Urge ritrovare smalto in attacco, visto che i numeri delle ultime uscite parlano di munizioni bagnate: un gol in 651 minuti Amauri, uno in 496 Del Piero, uno in 189 Trezeguet e, unico sufficiente, due in 160 Iaquinta. «Chi sa buttarla dentro per mestiere, prima o poi si sblocca».
Ranieri, insomma, guarda avanti, incurante dei tifosi che sabato sera hanno fischiato sia l'allenatore che Cobolli Gigli: «Io sono abituato, ma non capisco perché fischiare il nostro presidente». Forse perché ai tifosi juventini pare che nessuno alzi la voce per difendere la società: al momento, però, la linea di comportamento è questa. Meglio allora pensare al campo: «Non molliamo nulla». Idem la Lazio, è chiaro: che, senza lo squalificato Zarate, si affiderà a Pandev e Rocchi: due che alla Juve hanno fatto male spesso e volentieri.