Rapallo, blitz in consiglio contro l’opposizione che fa troppe interpellanze

I rappresentanti di minoranza escono per protesta: il sindaco approfitta per chiudere la seduta

Si dice che la politica abbia tempi lunghi per decidere. Per niente. Sarà per il risaputo efficientismo della nuova amministrazione di Rapallo guidata da Mentore Campodonico. Sarà perché l'occasione era troppo ghiotta. Comunque sia lunedì sera a Rapallo, durante il consiglio comunale, sono bastate poche frazioni di secondo per decidere. O aspettare il rientro degli otto consiglieri di opposizione usciti dall'aula in segno di protesta contro una variazione del regolamento comunale proposto dall'amministrazione guidata dal sindaco Mentore Campodonico, e in tal caso affrontare le 57 interpellanze avanzate dalla stessa opposizione. Oppure approfittare della loro momentanea assenza per chiudere lì la seduta. E tutti a casa. Sono le nove e mezza di sera. Complice qualche fidanzata in attesa, o il programma televisivo del cuore? Il fatto è che basta qualche sguardo di intesa, e via.
In un amen tutta la maggioranza si dissolve. E al presidente del consiglio, Roberto Spelta, non resta che dichiarare concluso il consiglio per assenza di coloro che hanno presentato le interpellanze. Facile intuire le reazioni degli otto consiglieri di minoranza quando scoprono lo «scherzo scherzetto» preparato loro. La faccia rossa come un peperone, il corpo teso come la corda di un violino. Nicola Costa, consigliere di opposizione a Rapallo, si incespica sulle parole, prende fiato: «Porco di un cane, questa è una giungla! Siete dei cioccolatai!». Furente tutta l'opposizione: «Questa non è democrazia!» (Maria Cristina Gerbi, Pd), «Questo è un golpe» (serafico l'ex sindaco Ezio Armando Capurro).
Nonostante le più drastiche previsioni, il consiglio comunale di Rapallo di lunedì sera è finito peggio di quanto si potesse immaginare. Un consiglio iniziato appunto con una proposta (contestata dall'opposizione al completo) di modifica del regolamento consigliare avanzata dalla maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Mentore Campodonico. L'obiettivo era permettere alla maggioranza dell'assemblea (prima erano necessari i due terzi) di decidere la prosecuzione delle sedute oltre l'una di notte (o del mattino). Troppo presto per sbrigare l'intensa attività a cui è sottoposta l'assemblea. E soprattutto per discutere l'enormità di interpellanze presentate dall'opposizione (soprattutto dell'ex sindaco Capurro). Una proposta accompagnata da toni duri da entrambe le parti. Arduino Maini (Lista Biasotti): «questo provvedimento è un atto contrario al mio modo di intendere la politica ma si tratta di legittima difesa contro l'arroganza di una parte dell'opposizione». Rassicurante Umberto Amoretti (An): «Non vogliamo ledere i diritti della minoranza ma poter lavorare serenamente e trattare il maggior numero di pratiche nell'interesse della città». Niente da fare: «Credo che questo non possa fare altro che far peggiorare i rapporti tra maggioranza e minoranza», interviene Pier Giorgio Brigati (Rapallo futura) con indiscutibile preveggenza visto che da lì a poco lo scontro si sarebbe spostato sulla chiusura anticipata della seduta. «Si è trattato di una decisione assolutamente regolare e assunta nel pieno rispetto del regolamento vigente», fa quadrato martedì l'amministrazione in una conferenza stampa. Ma lunedì sera la decisione della minoranza di denunciare l'accaduto al Prefetto era presa.