Rapallo, Campodonico a passo di carica

Nessun libro dei sogni: «Voglio che la città diventi più bella, accogliente e sicura»

Spalle al mare d'inverno e il sole ad incrociare lo stile sobrio dell'avvocato Mentore Campodonico, seduto in mezzo ai suoi. Quelli che ne sostengono la candidatura a sindaco di Rapallo. Quelli che si riconoscono nel «progetto estremamente ambizioso, ma attuabile» di un centrodestra alla resa dei conti. Senza proclami e muscoli in una città «bianca» che traduce buona parte delle sue anime negli otto simboli a corona. Compatti. Un'enormità. Fi, An, Lega, Lista Biasotti, Il Gabbiano, Pensionati, Noi per Rapallo, Rea Palus. Ci sono i nomi noti della politica ruentina e i giovani che abitavano il retrobottega. Sono lì a mostrare la loro faccia, ad annunciare che alle 17 di oggi, al numero 57 di corso Matteotti, verrà inaugurato il point elettorale del candidato Campodonico.
Strette di mano, una riunione affollata che parla di obiettivi condivisi, che tasta il polso e cerca risposte. La chiave è la convergenza. Sull'uomo, naturalmente. L'avvocato prende la parola. Uno per tutti. «Con l'apertura del point scendiamo in campo forti, coesi, determinati, propositivi, vincenti». Un'escalation misurata di chi misurato lo è anche nel suo quotidiano. Campodonico parla di un consenso che sembra allargarsi ad altre forze politiche e liste civiche «che stanno perfezionando l'appoggio». E, incalzato, aggiunge: «Spero di annoverare anche l'Udc nella mia candidatura».
Soddisfazione, mentre arriva in tempo reale la conferma della presenza del commissario del partito all'inaugurazione di oggi. Ieri l'incontro fra amici dove Campodonico non si stanca di ripetere: «In campagna elettorale metterò in campo tutte le mie forze con l'educazione e lo stile che i nostri cittadini meritano».
Tracciate le coordinate, inizia la nuova fase: «Con gli alleati andremo ad incontrare le realtà e i singoli inascoltati nel recente passato e avremo l'opportunità di precisare e smentire alcune storie gridate su stampa e tivù in questi ultimi giorni». Si scalda il candidato, non mostra i denti, ma promette marce serrate. Nessun libro dei sogni, «solo il grande progetto della svolta, che renda la città più bella, accogliente, vivibile, pulita e sicura». Ringrazia gli amici accanto a lui, gli uomini che si portano dietro liste qualificate e innovative, che hanno tirato dentro frazioni e centro città e vantano un numero crescente di giovani interessati di nuovo alla res publica. «Rapallo deve essere la casa di tutti - insiste Campodonico - Sono fondamentali dialogo e collaborazione con i Comuni limitrofi per ottenere risultati per la collettività».
Nessuna anticipazione sul programma da distillarsi nelle sedi di confronto in collaborazione con l'ingegner Mario Fracchia. Ma le smentite partono subito: «Sul tunnel Rapallo-Santa siamo solo agli inizi e non ci sono ancora i fondi». E sul golf «l'obiettivo è il trasferimento della proprietà al Comune». Spunti. Poi la sondaggio-mania. L'ex sindaco Capurro, di nuovo candidato, sventola un 70% di consensi, ma Campodonico preferisce non esprimersi «su elementi non documentati». Anche se conferma i sondaggi di liste alleate «che non ritengo giusto pubblicizzare per non condizionare le persone. Siamo sereni, fiduciosi ed estremamente ottimisti sull'esito». Poi raccoglie i fili, «forza e decisione, sempre con educazione e stile» è l'inciso. «La gente di Rapallo ha bisogno di serenità e fiducia. Parlerò con loro per strada, nei bar, al point. Sempre con quella disponibilità che fa parte del mio essere». Convince in quella concretezza «propria delle nostre radici liguri e rapalline». Che parla di impegno totale. Che traguarda disegni più complessi e sposta l'inquadratura sulla decisa caratterizzazione politica della campagna elettorale: «A maggio voteremo anche per le provinciali. Sarà il test da cui scaturirà il forte segnale di ripresa del centro destra».