Rapallo, il consiglio comunale si riunisce senza consiglieri

Duro scambio di accuse fra i sette membri (su venti) che hanno preso parte alla seduta di Ferragosto

Franco Crosiglia

Ore 10 di ieri, a Rapallo. Su richiesta di 4 consiglieri di minoranza si riunisce il Consiglio comunale in seduta straordinaria per discutere il nuovo assetto della giunta dopo i continui stravolgimenti che da mesi investono sia la maggioranza sia la squadra di assessori. Il segretario comunale parte con l'appello. Giovanni Covre: assente; Stefano Foni: assente; Salvatore Faenza: assente. E così via: assente, assente, e ancora assente. È tempo perso fare l'appello; basta un rapido sguardo alla sala Consiglio per avvertire un senso di desolazione quasi totale. Ma «è la prassi e va rispettata», spiega il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Roncagliolo. Alla fine, su 20 consiglieri ne risultano presenti solo 6 di opposizione più il presidente stesso. Presenti Roberto Bagnasco (Fi), Domenico Cianci (Fi), Francesco Errico (Il Gabbiano), Arduino Maini (Gruppo misto), Aldo Piccardo (Fi), e Riccardo Cecconi (Rifondazione comunista). Assente il sindaco Armando Capurro. Assenti tutti i consiglieri della maggioranza. Assente finanche l'acqua sui tavoli dei consiglieri e le telecamere di Telenord che seguono sempre in diretta le sedute. «Abbiamo ritenuto opportuno risparmiare il costo della ripresa televisiva», spiega più tardi Roncagliolo che fa appello alla «necessità di non sprecare denaro pubblico». Per Bagnasco, «si è trattato invece di una vera e propria occupazione del potere da parte della maggioranza che usa il mezzo televisivo solo quando le fa comodo».
Terminato l'appello, partono le lamentele dei consiglieri contro l'unico esponente della maggioranza presente, Roncagliolo. Una presenza importante la sua perché se i 10 consiglieri di opposizione si fossero presentati al completo, con Roncagliolo si sarebbe raggiunto il numero legale necessario per rendere valida la seduta. «È colpa della minoranza che non sa mettersi d'accordo e fare una opposizione compatta», coglie la palla al balzo il presidente. Ma l'accusa surriscalda Cecconi di Rifondazione che va subito all'attacco: «So benissimo che hai fatto un giro di telefonate - dice Cecconi a Roncagliolo - per assicurarti che noi dell'opposizione non saremmo stati al completo. Solo allora hai deciso di presentarti in Consiglio. Tu, il sindaco e tutta la maggioranza avete orchestrato tutto». Passata mezz’ora si riparte con un nuovo appello, come prescrive il regolamento. Un altro atto dovuto visto che nessuno degli assenti ha nel frattempo avuto ripensamenti dell'ultimo minuto presentandosi in aula. La seduta a quel punto doveva essere rinviata in seconda convocazione a lunedì. Una riunione inutile visto che, spiega Roncagliolo, sindaco e maggioranza sarebbero stati nuovamente assenti. «Questa volta tocca a noi far risparmiare soldi ai contribuenti annullando la convocazione di lunedì. In fondo ripetere questa pagliacciata non avrebbe alcun senso», chiude la questione Francesco Errico. «È uno schiaffo all'opposizione e a tutta la città che ha il diritto di sapere in che situazione politica ci troviamo», è invece la reazione di Bagnasco che fa riferimento alle ripetute crisi che hanno investito il governo della città. Dalla fuoriuscita dalla maggioranza della lista civica «Il Gabbiano», alla estromissione dalla giunta di Roberto Tosi. Un «dimissionamento in vero stile sovietico», lo definisce Bagnasco, che è toccato anche all'assessore ai Lavori pubblici Federico Ottonello e, proprio in queste settimane, a quello allo sport, Graziano Cesari.