Rapallo, i candidati danno i numeri è scoppiata la guerra dei sondaggi

Campodonico presenta il suo programma e attacca Capurro: «Evidente il crollo dei consensi se è passato dal 70 al 44 per cento»

È guerra di sondaggi a Rapallo. Tra Mentore Campodonico, candidato sostenuto da tutte le forze di centrodestra e Armando Ezio Capurro, ex primo cittadino ricandidatosi alla testa di cinque liste civiche, i numeri non quadrano. «Soltanto venti giorni fa Capurro si attribuiva sui giornali il 70 per cento dei consensi in città. Oggi è sceso, dice sempre lui, al 44 per cento e non è certo un bel successo, anzi direi che come minimo si può parlare di una pesante caduta di consensi», affonda subito Campodonico che punto su punto smonta la «bontà» dei sondaggi dell’avversario. «Registro - dice - che il sondaggio presentato ufficialmente in questi giorni dal candidato Capurro è costituito da un campione molto ridotto di appena 400 persone il cui dato più evidente è il 40 per cento di indecisi». Ma non è tutto. Campodonico ha precisato come i sondaggi commissionati dalla Cdl rivelino in maniera più che decisiva la propensione al voto dei rapallini. «Sono nettamente in testa - dice Campodonico, forte anche dei dati diffusi dal coordinatore regionale di Forza Italia, Michele Scandroglio -, ma se non bastassero i numeri posso contare sul conforto della gente che mi ferma per strada per darmi appoggio».
Di tutt’altro parere, manco a dirlo, Capurro. Che non va per il sottile. «I miei sondaggi sono limpidi - dice l’ex sindaco - e adesso chiedo la documentazione dei presunti sondaggi vantati dal centrodestra. I nostri dati sono disponibili su Internet. Adesso mi piacerebbe proprio confrontarli con quelli dei nostri avversari». «Non vorrei che tali sondaggi si rivelassero delle bufale - prosegue Capurro -, privi di una scientificità di raccolta o frutto di una raccolta tardiva. Questo denoterebbe la mancanza di affidabilità dei nostri avversari».
Intanto la prima risposta concreta ai sondaggi Campodonico l’ha offerta mercoeldì scorso presentando al cinema Grifone il suo «assaggio di programma». Una pedonale mozzafiato che da Zoagli arriva fino a Portofino, un'altra che attraversa il golf, una nuova spiaggia a San Michele di Pagana. E poi ci sono le grandi questioni legate alla viabilità, dal tunnel di Santa Margherita alla sponda sinistra del torrente San Pietro. Senza dimenticare la tradizione turistica e alberghiera, la sala congressi e un cimitero per cani e gatti (che non farà il Comune ma verrà realizzato da privati). Campodonico è sostenuto da tutte le forze di centrodestra (Fi, An, Lega, Udc, Lista Biasotti, Il Gabbiano, Pensionati, Noi per Rapallo e Rea Palus) tranne Alleanza per Rapallo di Vincenzo Gubitosi. Platea e galleria esaurite, e il resto dei rapallini in piedi ad ascoltare quella che Campodonico ha definito «l'ossatura» della sua amministrazione in attesa che il programma elettorale vero e proprio venga ultimato.
Ma l'«uomo perbene», come recita lo slogan scelto dal candidato sindaco, non si è limitato a tratteggiare il futuro della sesta città della Liguria. Ha definito delle chiare linee di distinzione tra sé e gli altri. Distinzione soprattutto con Nicola Costa sostenuto dal centrosinistra («ostaggio dell'estrema sinistra che a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale, attacca la famiglia con tasse, dico e pacs») e con Ezio Armando Capurro, il sindaco uscente, defenestrato a due anni dalla sua elezione con l'accusa, da parte dei suoi alleati, di decisionismo e dirigismo esasperati. «Sono contro tutti gli ismi e a favore della politica condivisa», ha dichiarato in apertura Campodonico. A partire dal programma che deve essere elaborato ascoltando le persone, i gruppi, le associazioni, i comitati di quartiere, le confraternite. Non è uno slogan, spiega il candidato sindaco che annuncia uno dei primi atti della sua amministrazione se verrà eletto: la creazione di un nuovo assessorato alle tradizioni, al volontariato e alle associazioni.
E sul lato delle opere pubbliche Campodonico ha puntato sullo slogan: «progetti ambiziosi ma realizzabili».