Rapallo, il mare è inquinato ma il Comune non lo dice

Gioia Locati

Turiamoci il naso e nuotiamo. Anche in mezzo all’acqua di fogna. Succede a Rapallo. Si rompe un condotto di scarico durante la notte ma la comunicazione del divieto di balneazione scatta alle quattro del pomeriggio. Quando - è facile immaginare - la concentrazione di colibatteri nelle acque vicino alla riva raggiunge il suo picco. Ma quel che è peggio è che i bagnanti delle spiagge libere sono stati esclusi dalla comunicazione. Hanno ignorato l’accaduto e hanno continuato a tuffarsi nel mare inquinato fino al giorno successivo. Nessun vigile, medico o tecnico del servizio d’igiene ha pensato di divulgare un provvedimento di salute pubblica a chi non paga una cabina o un lettino. Della serie: non sei ricco, non esisti. E puoi pure nuotare nella cacca.
Ecco la cronaca dei fatti, o meglio del continuo rimpallo di responsabilità da un ufficio all’altro.
La notte fra mercoledì e giovedì (30 e 31 agosto) si rompe una tubatura della fognatura rapallina (...)