Rapallo a un passo dal voto Anche la Lega pronta all’addio

(...) è a un passo dalla fine, con due assessori, Giovanni Arena alla Cultura e l’avvocato Silvano Queirolo all’Edilizia privata, che già stanno scrivendo le lettere di dimissioni, e con due consiglieri di maggioranza, i leghisti Alessandro Puggioni e Stefano Foni, che stanno meditando la dipartita. I giochi saranno chiari forse già domani, al massimo giovedì.
Intanto però, ieri a caos s’è aggiunto caos. Ma andiamo con ordine. Sono le 11.30 quando Capurro convoca una conferenza stampa per dire «tutto falso» agli articoli della Repubblica e del Giornale, che peraltro aveva riportato la notizia riprendendola integralmente dall’agenzia Ansa, per annunciare di aver querelato loro così come il Comitato di Partecipazione Popolare 9 aprile che ha presentato l’esposto alla Procura di Chiavari riportato dai due quotidiani. La vicenda è quella dell’acquisto, da parte della società immobiliare Airone Immobiliare con sede a Genova e composta dai figli del primo cittadino, Elena, Claudio e Tommaso Capurro, di diversi terreni nella frazione di San Michele di Pagana, il cui valore potrebbe presto raddoppiare grazie alla realizzazione del tunnel che collega l’uscita autostradale alla cittadina, progetto fortemente voluto dal sindaco. In base a quanto riportato nell’esposto, su quei tremila metri quadri dovrebbe sorgere un albergo, dribblando le direttive del piano urbanistico comunale. Ma quale speculazione edilizia, ha smentito ieri Capurro, e quale albergo. Nascerà una casa unifamiliare lì ed è tutto in regola, dice il sindaco. Alla tv, lo dice, perché il Giornale non viene invitato alla conferenza stampa, e la giornalista di Repubblica, che collabora anche per l’agenzia Ansa, viene cacciata a porte in faccia, all’urlo di: questo è un incontro privato. Il tutto fra l’invero poco solidale atteggiamento dei colleghi, che invece di andarsene restano a prendere appunti, e l’immediata quanto indignata reazione di associazione, ordine dei giornalisti e gruppo cronisti, che ieri hanno chiesto l’intervento del prefetto di Genova e della Procura di Chiavari. E il tutto là dove di incontro privato davvero non si può parlare, visto che le altre testate, Il Secolo XIX, il Corriere Mercantile, Tele Nord e Primocanale, sono state invitate in via ufficiale dal Comune, «perché il sindaco vuole smentire il Giornale e Repubblica», e visto che all’Ansa, che dell’incontro è venuta a conoscenza per vie traverse, la conferma è arrivata direttamente dalla segreteria del sindaco.
Per una smentita che arriva, un’altra bugna si apre per il sindaco. Càpita infatti che il 29 settembre 2004 nello studio del notaio Federico Solimena sia nata una società, la «Centro Servizi S.E.F. Srl», composta da Leo Bozzo, farmacista, Francesco Bozzo, bancario, Alessio Lercari, ascensorista, e Andrea Rizzi, geometra, che ha nella propria ragione sociale, fra l’altro, «svolgere attività di assistenza domiciliare alle persone e di fornire alle stesse tutti i servizi necessari sia all’interno delle mure domestiche che all’esterno per le persone stesse e quindi, a titolo di esempio, occuparsi delle manutenzioni ordinarie e/o straordinarie della casa e di tutte le relative pratiche amministrative e burocratiche, offrire servizi di vigilanza e assistenza domiciliare». Tradotto, significa che la Sef potrà presentare al Comune tutte le pratiche necessarie alle manutenzioni domiciliari, e infatti così è. Nulla di strano, se non fosse che Leo Bozzo è nipote di Capurro, figlio della sorella Renza, e che Francesco Bozzo è padre di Leo, e quindi marito di Renza e cognato del sindaco. Nulla di illegale, naturalmente, solo questione di inopportunità fanno notare a Rapallo. Il che non aiuta a rasserenare il clima, già tesissimo, in Comune.
Il futuro della giunta Capurro si gioca in queste ore. Lui, il sindaco che fu grande elettore di Claudio Burlando alle ultime elezioni regionali, è a caccia del sostegno di tutti e undici i componenti della sua maggioranza, ma pare sempre più isolato. Anche perché l’opposizione può contare su dieci consiglieri. Così, tutto dipende da ciò che deciderà di fare la Lega Nord. Foni e Puggioni si confronteranno lunedì con il segretario regionale Francesco Bruzzone. Se abbandoneranno la maggioranza, immediata scatterà la mozione di sfiducia da parte dell’opposizione, e con ogni probabilità passerà. Se determinati sono i consiglieri di centrodestra, resta l’incognita su ciò che faranno i tre consiglieri di centrosinistra dell’opposizione. Ma Riccardo Cecconi di Rifondazione comunista ha già acidamente commentato che «meglio dieci Roberto Bagnasco di Capurro», riferendosi all’ex sindaco di Forza Italia.
Il quale Bagnasco ieri ha ribadito la necessità «di un radicale, deciso cambiamento», non fosse altro che per le ultime, tormentate vicissitudini in quel di Rapallo: «L’ultimo consiglio comunale andato deserto per la mancata presenza della maggioranza, l’ennesimo rimpasto di giunta, l’uscita dal gruppo consiliare “Cicolo della libertà 61” dei due consiglieri di maggioranza Puggioni e Foni, il perdurare dell’immobilismo nella realizzazione delle promesse “grandi opere pubbliche”».