Rapimento dei dissidenti: ora il governo cinese lo vuole rendere legale

Secondo le associazioni per i diritti umani il governo cinese sta cercando di approvare degli emendamenti che consentano di detenere i sospetti in un luogo segreto per sei mesi, senza l'obbligo di avvertire le famiglie 

Pechino - Scomparire nel nulla, per almeno sei mesi, senza lasciare traccia. In Cina è possibile e forse diventerà anche legale. Questo l’obiettivo, nemmeno troppo celato, di un progetto di modifica del codice penale cinese. Il governo di Pechino, infatti, mira a introdurre degli emendamenti che consentano di detenere i sospetti in un luogo segreto per sei mesi, senza l'obbligo di avvertire le famiglie. A denunciare i propositi del governo cinese sono oggi diverse associazioni per i diritti dell’uomo. Il testo autorizzerebbe la polizia a usare questa forma di detenzione negli affari che riguardano la sicurezza nazionale, il terrorismo e la corruzione, se gli arresti domiciliari rischiassero di nuocere alle inchieste. "Questo permetterebbe di legalizzare la scomparsa" dei dissidenti, prassi "sempre più frequente negli ultimi tempi" ha dichiarato Joshua Rosenzweig, responsabile dell’associazione Dui Hua, che ha sede a Hong Kong. Decine di dissidenti sono "scomparsi" dopo essere stati arrestati negli ultimi mesi, tra cui l’artista Ai Weiwei, liberato a giugno dopo tre mesi di detenzione.