Rapina un bar e per fuggire chiede un passaggio

Assieme a un complice rapina un bar e per fuggire chiede un passaggio al parroco. Ma dopo pochi metri l’uomo, Mario P., 35 anni, decide di rapinare anche il prete. Una fuga durata qualche ora, conclusasi con una denuncia a piede libero per i due. Una storia paradossale quella accaduta domenica sera a Tor San Lorenzo. Protagonista una coppia di balordi: Mario e Paolo F., 30 anni, nonché un giovane di 20 anni L. A., colpevole di aver prestato ai due la propria auto. Inizia tutto dopo cena quando Mario e Paolo scendono dall’auto dell’amico e si presentano davanti al titolare di un bar tabacchi della cittadina litoranea. «Dacci subito i soldi e i valori bollati altrimenti sono guai» dicono minacciandolo con un coltello a serramanico. Il gestore del locale è terrorizzato, consegna l’incasso della giornata, il telefono cellulare e migliaia di euro in francobolli e sigarette. Poi la fuga a bordo dell’utilitaria. Il tabaccaio riesce ad annotare i numeri della targa. Mentre un’auto dei carabinieri si precipita sul posto, gli operatori del 112 rintracciano il proprietario. Si tratta di un ventenne, estraneo alla vicenda, che avrebbe dato in prestito la macchina a conoscenti. Alle domande precise dei militari, però, il ragazzo non risponde. Nel frattempo, con i militari alle costole, i due si dividono: Paolo prosegue con l’auto «pulita», Mario cerca uno «strappo». Raggiunge a piedi la chiesa di San Lorenzo Martire. Bussa in sagrestia, gli apre il parroco che lo conosce bene. «Per favore, mi dia un passaggio fino a casa, aspetto l’autobus da due ore ma non passa». Il sacerdote non ci pensa nemmeno un secondo, prende le chiavi della sua auto e avvia il motore. Per tutta riconoscenza, dopo nemmeno un chilometro, Mario lo costringe a fermarsi e a consegnargli chiavi e contenuto del portafogli: 100 euro.