Rapina in centro: ferito un gioielliere

IN VIA DE AMICIS In pieno pomeriggio. L’uomo colpito da una coltellata. I due balordi sono riusciti a fuggire col bottino. Il titolare e la moglie minacciati con un’arma sono stati legati nel retro

Hanno atteso il momento opportuno, quando nella gioielleria non c’erano clienti, quindi hanno fatto irruzione, armati di pistola e coltello. Il titolare ha abbozzato una reazione, anche perché in negozio era presente anche la moglie, ma è stato picchiato, ferito di striscio dalla lama e infine legato nel retrobottega. Lasciando via libera ai due banditi che dopo aver razziato gli espositori, bottino ancora da quantificare, sono riusciti a dileguarsi in metropolitana, inutilmente inseguiti dal gioielliere che era riuscito a liberarsi.
L’assalto ieri pomeriggio poco prima delle 18 in via De Amicis 49, due passi da piazza Sant’Ambrogio. Un’unica vetrata, sopra la scritta «Washington gioielli» e la silhouette del profilo del padre fondatore degli Stati Uniti. Negozio specializzato nella compravendita di gioielli, orologi ma soprattutto pietre preziose: sul sito internet infatti la titolare si presenta come esperta gemmologa. All’ingresso si presentano di signori ben vestiti, suonano, dentro Giuseppe S., 49 anni, e la moglie, Cinzia C., sua coetanea, aprono senza sospettare nulla. Appena dentro i due estraggono pistola e coltello e cercano di spingere i coniugi verso il retro. L’uomo però reagisce, ne nasce una colluttazione, un bandito perde una scarpa sportiva sinistra di colore nero che verrà poi consegnata alla polizia. La lotta si conclude rapidamente e a favore dei banditi. Marito e moglie vengono infilati in uno sgabuzzino, legati con il nastro da pacchi.
Nessuno nota nulla da fuori, i banditi svuotano in fretta espositori e cassetti e proprio quando stanno per scappare, Giuseppe riappare dal retrobottega, è riuscito a liberarsi e non intende mollare così. Insegue i due in strada, i banditi però hanno un buon vantaggio e riescono a raggiungere la fermata della metropolitana giusto all’incrocio tra via De Amicis e via Olona. I due si infilano dentro, mischiandosi tra i viaggiatori, e il gioielliere esausto, capisce che non riuscirà più a riconoscerli nella folla dell’ora di punta e abbandona la caccia.
Nel frattempo la moglie ha chiamato il 113, fornito descrizioni precise dei banditi alla centrale. Dopo poco sul posto ci sono già le prime pattuglie che iniziano a perlustrare la zona, nella speranza che quella della metropolitana sia stata solo un depistaggio. Ma dei due banditi nessuna traccia. In gioielleria gli investigatori della sezione «furti e rapine» raccolgono le testimonianze delle vittime in cerca di dettagli utili mentre i colleghi della «scientifica» passano al setaccio il negozio in cerca di impronte digitali. In mano agli investigatori oltre alla famosa scarpa da ginnastica nera anche il coltello usato nell’aggressione, abbandonato dai banditi per strada e recuperato dal gioielliere. L’uomo dopo aver parlato con gli investigatori viene accompagnato al Policlinico dove è visitato, medicato e dimesso con pochi giorni di prognosi.