Rapina a Euroflora, presi 20 ostaggi

Un bandito ha puntato il revolver contro una impiegata, costretta ad aprire la cassaforte che conteneva 35mila euro dell’incasso

Franco Sala

Assalto armato al centro giardinaggio Euroflora di Carate Brianza. Per ora, una sola certezza: il colpo è stato portato a termine da professionisti della rapina a mano armata, gente decisa a tutto che prima di entrare in azione ha pianificato con estrema attenzione ogni dettaglio della sequenza criminale.
Il commando, tre persone con il volto coperto dal casco, due armati di pistola e uno di fucile a canne mozze ha terrorizzato almeno una ventina di persone, tenendole per parecchi minuti sotto la minaccia delle armi.
La banda è arrivata al garden, di Via Lombardia, in sella a due grossi scooter di colore scuro. Sono le 19 dell’altra sera. Il terzetto deciso a seminare il panico, con la minaccia delle armi, si divide i compiti. I clienti sono esterrefatti, sbalorditi, senza fiato. Nessuno muove un dito, i rapinatori hanno l'indice appoggiato sul grilletto: una mossa falsa, magari guidata dall’istinto e potrebbero scatenare l’inferno. Il fucile a pallettoni è micidiale.
Un criminale si dirige verso un magazzino e costringe sette clienti a sdraiarsi per terra. Il balordo è determinatissimo, urla: «Nessuno si muova altrimenti finisce male. Non ho nulla da perdere». Intanto il complice s’infila in un altro locale e tiene sotto il tiro del fucile altre otto persone tra clienti e addetti dell’esercizio. La situazione è completamente sotto controllo. I rapinatori non scherzano. Il piano criminale prosegue senza fretta.
Il terzo bandito pianta la pistola alla schiena della cassiera, 36 anni, di Briosco. La donna trema come una foglia. Non ha scampo, il bandito la costringe a condurlo negli uffici amministrativi e le ordina di aprire la cassaforte. Anche se, non ce n’era bisogno. La vittima è stravolta, spalanca il forziere e consegna l’incasso della giornata: in totale almeno 35mila euro in contanti. Conclusa la razzia, la banda si ricompone e scompare con l’arsenale e il bottino che ha infilato in una borsa di plastica.
Trascorrono pochi minuti e scatta l’allarme: il titolare dell’esercizio commerciale compone il 112. Sul posto arrivano i carabinieri della compagnia di Seregno. I ragazzi del capitano Luigi Spenga, si mettono subito al lavoro. Ascoltano le testimonianze di tutti. Raccolgono anche i minimi dettagli. Numerose gazzelle sono sguinzagliate in tutta la zona, ma della batteria non trovano traccia. Le indagini si annunciano complesse: nessuno li ha visti in faccia. Gli investigatori hanno in mano solo un elemento: i banditi spavaldi e prepotenti erano italiani. Troppo poco, per arrivare in tempi brevi a stringergli le manette ai polsi.
Un assalto molto simile era stato portato a termine poco più di tre mesi da un commando di rapinatori presso il Nuovo Centro Giardinaggio a Desio. In quell’occasione era spuntato anche un kalashnikov.