Rapina a mano armata in ospedale, cardiopatico si spaventa e muore

Tre banditi assaltano il Centro di prenotazione: rubati 7.500 euro. L’uomo, un pensionato di 77 anni, era stato fatto sdraiare per terra. Inutili i soccorsi

È morto durante la rapina in ospedale, ucciso non dai malviventi, ma dallo spavento che ha fermato il suo cuore. Quando i banditi sono scappati lui, che come gli altri era stato fatto stendere a terra, non si è più rialzato e a nulla sono valsi i disperati tentativi dei rianimatori accorsi dopo l’allarme. «Se lo porteranno sulla coscienza – hanno commentato alcune delle vittime presenti –; quel poveretto non aveva fatto male a nessuno ed è morto perché quei delinquenti dovevano rubare poche migliaia di euro». All’incirca 7500 per l’esattezza, tutti asportati dalla cassaforte e dai cassetti del Centro di Prenotazione Unica dell’ospedale di Abbiategrasso, teatro dei fatti.
Mancano pochi minuti alle undici di ieri mattina quando due moto di grossa cilindrata si fermano nei pressi dei giardini di via Sauro dove, un po’ fuori mano, è collocato uno degli immobili del nosocomio, quello che ospita gli uffici del Cup. All’apparenza è tutto tranquillo, come ogni giorno: solita routine. All’interno ci sono una decina di persone in fila, in attesa del proprio turno, con in mano soldi e ricette per prenotare visite specialistiche ed esami.
Improvvisamente fanno irruzione tre persone con il volto coperto da caschi integrali e passamontagna. Due di loro impugnano la pistola, il terzo un grosso coltello. Sono determinati e sanno che la miglior arma per tener buoni i presenti è quella del terrore. Così minacciano chi sta in fila e le impiegate dell’ospedale, minacciando di sparare al minimo passo falso. «Ma se state buoni e con la bocca chiusa ce ne andremo subito, e a voi non accadrà nulla», sottolineano mettendo ben in mostra le armi.
I banditi ordinano a tutti di sdraiarsi sul pavimento tenendo la testa bassa; poi mentre uno di loro fa da palo, gli altri due si occupano della cassaforte e dei soldi contenuti nei cassetti. Una manciata di minuti e infine la fuga in sella alle due moto Honda, con le quali fanno subito perdere le tracce.
Cessato il pericolo negli uffici del Cup la gente si rialza e seppure sotto choc cerca di tornare alla normalità; ma non tutti. Virginio Fassi, classe 1930 pensionato residente a Cassinetta di Lugagnano, rimane disteso sul pavimento in fin di vita per lo spavento causato dalla forte emozione vissuta. La gente intorno a lui si rende subito conto delle gravi condizioni in cui versa e chiede aiuto.
Ma quando arrivano i soccorsi, nonostante il brevissimo intervallo di tempo passato, non c’è già più nulla da fare. Sarà adesso l’autopsia a stabilire le cause precise del decesso.
Decesso che ha provocato forte commozione a Cassinetta di Lugagnano. «Virginio era un uomo attivo e bonario, molto legato alla moglie Andreina e al figlio Fabio che non abita in paese – raccontano gli amici -. Nonostante l’età godeva di buona salute e viaggiava sempre in bicicletta. Era uno che si prestava per gli altri, ma soprattutto dava una mano a don Lino in parrocchia».
Sulla vicenda il pubblico ministero Alessandra Medi della Procura di Vigevano ha aperto un procedimento a carico di ignoti per rapina e morte come conseguenza di un altro reato. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Abbiategrasso.