Rapina a Pula: un morto, ostaggi liberi

Assalto alle poste: un bandito è morto nella sparatoria, un passante ferito gravemente, un altro bandito e un carabiniere in modo lieve. Un terzo complice si barrica in una casa vicina con tre ostaggi

Cagliari - Pistole e fucili a pompa in pugno, volto coperto. Quattro malviventi (tre catturati e uno ancora ricercato) hanno fatto irruzione nell'ufficio postale di Pula. Dopo essersi fatti consegnare il denaro sono usciti, ma ad attenderli c'erano già i carabinieri con i quali hanno ingaggiato un conflitto a fuoco. Uno dei banditi è rimasto ucciso e si trova riverso sull'asfalto davanti all’ufficio. Durante la sparatoria sono rimaste ferite tre persone, un passante, un secondo malvivente e un carabiniere, che è stato arrestato. Il ferito grave non sarebbe un malvivente ma il cuoco del ristorante di Pula "Murales", Pietro Paolo Locci di 42 anni, colpito alla testa da un proiettile mentre passava davanti alle poste alla guida di un furgone. L'altro ferito è un carabiniere, raggiunto alla mano sinistra, dopo essere riuscito a schivare un colpo d’arma da fuoco sparato dai malviventi. Il bandito morto si chiamava Salvatore Brau, di Orotelli, ma da tempo residente a Pula. L'arrestato, uscito indenne dalla sparatoria, si chiama Raffaele Nonne, di Fonni, nel Nuorese, ma stabilitosi a Pula. A dare l’allarme è stata una pattuglia dei carabinieri, impegnata in un servizio di controllo, che ha notato movimenti sospetti davanti all’ufficio postale.

Casa assediata Bloccato anche il terzo componente della banda mentre il quarto è riuscito a fuggire. Si è rifugiato in un'abitazione vicina al municipio, che è stata immediatamente circondata. L'uomo, Antonio Congiu, si è asserragliato con tre ostaggi nella casa della famiglia Stara. Prima ha liberato una donna, uscita dall’abitazione con il maggiore Giuseppe Donnarumma, del reparto operativo provinciale dei carabinieri. Sono rimasti nella casa un’anziana di 76 anni e il figlio della donna liberata. Sul posto sono accorsi anche gli agenti della squadra mobile della questura di Cagliari, il magistrato della procura distrettuale, Mauro Mura e il sostituto procuratore Giancarlo Moi che ha cercato di convincere il bandito ad arrendersi. Quindi è arrivato anche il procuratore generale, Ettori Angioni, perché probabilmente il rapinatore ha posto delle condizioni e chiesto garanzie prima di arrendersi. E pochi minuti dopo si è arreso liberando gli ostaggi.

Recuperato il bottino È stato recuperato il bottino della rapina. Il borsone, caduto ai banditi durante la sparatoria, è ancora sull’asfalto accanto al corpo del rapinatore ucciso. Sull'asfalto anche una bomba a mano, inesplosa.