Rapina con sequestro Un ostaggio chiama il 113 e fa arrestare i banditi

Due balordi razziano 16mila euro da una cassa poi «catturano» 14 clienti e attendono l’apertura del bancomat

Per tre quarti d’ora hanno tenuto in ostaggio i clienti della banca. Quattordici persone costrette, sotto la minaccia dei taglierini, a sistemarsi in un angolo, in attesa che i due rapinatori svuotassero la cassa del bancomat. Ma le cose non sono andate come volevano i malviventi: la rapina è stata sventata, i due autori, «pendolari della rapina», sono stati arrestati dalla polizia. E tutto per merito di uno degli ostaggi che è riuscito a dare l’allarme.
Alle 15.30 dell’altro giorno il primo rapinatore entra nella filiale BancaIntesa di piazza Tricolore, vicino a corso Monforte. Punta dritto allo sportello, estrae il taglierino e obbliga il cassiere ad aprire la porta di sicurezza per fare entrare il complice e in pochi secondi i due si fanno consegnare il contenuto della cassa (16mila euro in valore, parte delle banconote sono dollari). Non si fermano. Vogliono svuotare la cassaforte, ma l'apertura a tempo li costringerebbe ad aspettare troppo a lungo all’interno della banca. Dopo mezz’ora si aprirà invece la cassa del bancomat, decidono perciò di attendere il momento all’interno dell’agenzia, sperando che nessuno dall’esterno si accorga della rapina.
Per questo non bloccano gli ingressi. Entrano via via 14 clienti, spinti nel fondo dell’agenzia da uno dei malviventi che li minaccia con un taglierino. I rapinatori si fanno consegnare i telefonini da tutti. Ma un coraggioso cliente di 44 anni, lodigiano, riesce a tenerlo in tasca e senza farsi vedere compone il 113. Riesce a pronunciare poche parole, quanto basta alla polizia per capire che c’è qualcosa che non va alla banca di piazza Tricolore.
Pochi minuti dopo la volante è davanti all’ingresso. Gli agenti entrano nell’agenzia e bloccano il primo rapinatore. L’altro cerca di mischiarsi agli ostaggi, che impauriti restano zitti. Gli agenti però individuano subito il secondo malvivente che con il complice è arrivato dalla provincia di Brindisi per il colpo. Si chiamano Geronimo Suma, 30 anni, e Antonio Conte, 26. Poco lontano da piazza Tricolore hanno lasciato l’auto con la quale sono arrivati a Milano da Ceglie Messapica, un’Audi A8. Dentro, la polizia trova soldi, telefonini e alcune paia di occhiali da sole. Ma soprattutto tre parrucche, della cipria, alcuni taglierini e dei tubetti di collante che serviva, una volta fatto seccare sulla punta delle dita, a non lasciare impronte. «Materiale che - spiega la polizia - veniva usato per mettere a segno i colpi». I due «pendolari» hanno dei precedenti. Ora sono accusati di sequestro di persona a scopo di rapina.