Una rapina a settimana, due arresti

SERIALI Terrorizzavano la zona compresa fra Ardea, Anzio e Aprilia Nelle loro auto un’arsenale

Rapinatori seriali. Incalliti a tal punto da non lasciar passare una sola settimana senza mettere a segno almeno un colpo. Hanno terrorizzato la zona fra Ardea, Anzio e Aprilia per ben due anni. Pistole alla mano, passamontagna calati sul volto, Carlo M., 37 anni, e Valerio V., 35 anni, facevano irruzione nelle farmacie notturne, nei distributori di carburante, nei supermercati e negli uffici postali spesso per poche centinaia di euro. Ma non solo.
Dopo aver consumato una «prestazione» in casa di una prostituta di Tor San Lorenzo, all’inizio del 2008, si rifiutano di pagarla, la violentano a turno e le sottraggono il denaro nascosto in un armadio. Due malavitosi di basso rango ma estremamente pericolosi.
«Armi semiautomatiche spianate sul volto di gestori e clienti - raccontano i carabinieri di Anzio che li hanno arrestati - credevano di essere gli eredi della banda della Uno bianca. Ma, in alcuni casi hanno commesso degli errori, per loro fatali». Gli inquirenti, difatti, visionando decine di nastri registrati dalle telecamere a circuito chiuso di vari esercizi commerciali del sud pontino scoprono un particolare giudicato interessante per arrivare a identificarli. Una caratteristica somatica che ha un solo riscontro fra le foto segnaletiche archiviate nel casellario giudiziario. Le testimonianze delle vittime, compresa la prostituta, poi, sono tutte concorsi: i balordi sono italiani e dall’accento prettamente romano.
Appostamenti mirati e la ricostruzione delle vie di fuga della coppia di malviventi portano i militari nella zona dei lotti popolari di Nettuno e di Ardea. È qui che vanno rintracciati i mezzi che venivano utilizzati per le rapine. Ma Carlo e Valerio sono assai scaltri e prudenti. Si incontrano sempre in posti diversi per salire su altre autovetture rubate giorni prima. Nei bagagliai di queste l’arsenale pronto per le irruzioni. Ai militari della stazione di Ardea basta poco per arrivare a loro.
«Abbiamo raccolto tutti gli elementi indiziari possibili nei loro confronti - sottolinea il maggiore Emanuele Gaeta, comandante della compagnia di via Marconi -. A quel punto al gip di Velletri non è restato che firmare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere».
I due sono accusati di rapina, detenzioni di armi, ricettazione e violenza sessuale. Reati per i quali rischiano almeno quindici anni di galera. yuri9206@libero.it.