Rapinata e violentata da un clandestino

L’egiziano si era già fatto notare per la sua ossessione nei confronti delle donne, ossessione che sfociava spesso nella violenza. Come quella volta che picchiò a sangue un ragazzo dopo aver molestato la fidanzata. Oppure quando si «esibì» al mercato venendo bloccato dai suoi stessi connazionali. E l’altro giorno è stato arrestato dove aver pestato a sangue, violentato e rapinato una brasiliana. E la cosa non stupisce. Stupisce invece come il nostro apparato giudiziario gli abbia consentito di rimanere in Italia nonostante quei precedenti e, naturalmente, il suo stato di clandestino.
Ramadan Razek Abdel, 32 anni è a Milano da almeno tre anni. Campa di espedienti, spesso fa il muratore arruolato dai «caporali». Dorme dove capita, ultimamente in un casolare abbandonato in fondo a via Bovisasca. E poi le donne, un’attrazione fatale che gli fa perdere ogni controllo. Anche perché abbinata a una concezione arcaica dei rapporti con l’altro sesso. Basti pensare che nel tentativo di rintracciarlo la squadra mobile aveva messo sotto intercettazione il suo cellulare. Lui parla con una amico che si lamentava di essere respinto da una donna e lo consigliava: «Ma che ti preoccupi? Fai come me - dice alludendo proprio alla brasiliana appena stuprata - te la prendi e via. E se fa la sostenuta, due sberle poi vedi se non ci sta!».
Insomma si vantava pure della sua bravata, iniziata la mattina del 4 agosto in stazione Centrale dove aveva incontrato una donna di 45 anni, nata in Brasile ma sposata con un italiano da cui aveva preso la cittadinanza. Un invito a prendere un caffé quindi l’appuntamento al pomeriggio. I due si incontrano alla Bovisasca, poi lui se la porta nel territorio che meglio conosce, certi orti abusivi lungo via Cosenz. Dove avviene l’aggressione. Botte da orbi, quindi la violenza e la rapina. La donna in qualche modo riesce a salvare uno dei suoi cellulari con cui chiama un amico che la soccorre e la porta alla clinica Mangiagalli dove i medici attestano la violenza subita.
L’uomo viene identificato dalla polizia, scoprendo che nel maggio dell’anno scorso ad Affori era stato fermato dai carabinieri. Aveva infatti prima molestato in strada una ragazza di 25 anni e poi pestato a sangue il fidanzato, 28 anni, intervenuto in sua difesa. Nel 2005 al mercato di piazzale Lagosta si era calato pantaloni e mutande e aveva iniziato a strusciarsi contro le donne ferme ai banchi del mercato. Per finire bloccato dai suoi stessi connazionali e consegnato ai vigili urbani. Un individuo da fermare al più presto. Gli investigatori della mobile, diretti da Francesco Messina, recuperano il suo cellulare, lo intercettano e quando scoprono che si trova in zona Catone proprio in concomitanza del mercato, capiscono che si appresta a tornare in azione. Ma questa volta lo bloccano in tempo. E ora lanciano un appello: sono sicuri non siano queste le sue uniche malefatte e perciò invitano altre possibili vittime a denunciarlo senza timore.