Il rapinatore «arrestato» da un cerotto

Per non essere riconosciuto nascondeva il tatuaggio che aveva al polso con un cerotto. Ma è stato proprio quel cerotto, perso durante una rapina, a tradirlo. Dario Casali, bergamasco, di 33 anni, è stato identificato quale autore di una rapina compiuta ad una filiale della Banca Intesa di Sarzana. Grazie al cerotto, infatti, i carabinieri del Ris di Parma hanno identificato il codice genetico e sono risaliti a lui. Si ritiene che l’uomo abbia colpito a Brescia, a Parma, a Trento, e in tutto il nord Italia, con decine di rapine. Casali fu arrestato dai carabinieri di Chiari e in quell’occasione gli fu fatto il tampone per il dna grazie al quale è stato poi identificato. In casa aveva carte di credito clonate, ricevute di trasferimento di denaro all’estero, soldi in contanti, assegni, dollari, documenti falsi, ricetrasmittenti, cinque semiautomatiche e un revolver, proiettili e passamontagna, spray per l’autodifesa, cutter e cartine stradali dell’Italia del nord, parrucche e giubbetti usati per altri colpi, oltre ad una moto rubata.
La rapina di Sarzana risale al 6 agosto del 2008. L’uomo aveva agito da solo, a volto scoperto, mescolandosi con la clientela. Scavalcando il bancone aveva perso il cerotto. In molti colpi precedenti, aveva coperto il tatuaggio con un fazzoletto. E questa abitudine ha finito per incastrarlo.