Il rapinatore delle farmacie ha lasciato la firma

(...) il rapinatore ha le ore contate». La certezza di Benetti arriva da alcune considerazioni. L’autore delle spaccate è probabilmente sempre lo stesso: infatti simili sono le descrizioni, e gli episodi sono collegati tra loro da molti elementi. I video in possesso delle forze dell’ordine, pur girati di notte, al buio nell’interno dei locali, segnalano un individuo che indossa un casco da motociclista e che si dirige sicuro verso la cassa dopo aver spaccato la vetrina con una mazza, o forse addirittura investendola con lo scooter. In un caso sono state trovate tracce di sangue. «Il dna servirà a inchiodarlo soltanto quando lo troveranno - dice Benetti -, ma credo che succederà presto visto che ormai questa persona si sente veramente troppo sicura e magari farà qualche errore». L’elenco delle farmacie colpite, intanto, si allunga a dismisura. Anche se i casi non sembravano coincidere con quelli in possesso del prefetto Giuseppe Romano. Tanto che l’altra sera non sono mancati momenti di tensione proprio con Benetti che non è stato in silenzio a sentirsi dire che le spaccate erano solo nove. «Poi ci siamo chiariti con il prefetto», dice il farmacista, che tuttavia pretende la massima attenzione da parte delle autorità. In qualche caso le spaccate sono avvenute addirittura due volte a distanza di pochi giorni. O di poche ore come quando il malvivente ha agito a qualche metro di distanza da una farmacia all’altra non appena si sono allontanati gli uomini della Scientifica per i rilievi. «Mi chiedo come sia possibile che nessuno senta nulla - continua Benetti -. Il rumore che fa una vetrata mandata in frantumi dovrebbe svegliare la gente nelle case... invece niente, non ci risulta nemmeno un caso di chiamata al 112 o 113. Anche questo fa pensare su un certo clima in città...».
Ormai l’ordine tra i farmacisti è lasciare in cassa soltanto spiccioli. Tutti hanno comunque un servizio di vigilanza e telecamere e sembrano essere apparentemente più al sicuro le farmacie che hanno vetrate protette da seracinesche. Anche i vetri antisfondamento, infatti, se non sono montati su strutture di acciaio (e non di alluminio come le serrande) non reggono all’urto di un’auto o di uno scooter lanciato a velocità. Inoltre poca strada hanno fatto le indagini relative alle targhe, visto che in tutti i casi sono stati utilizzati moticicli rubati.