Rapinavano banche e uffici postali: un’impronta digitale tradisce 5 banditi

Rapinavano banche e uffici postali minacciando clienti e cassieri con un taglierino, quindi fuggivano a bordo di auto rubate. Sono stati arrestati ieri, dagli uomini della Squadra Mobile della polizia di Roma, i rapinatori che dall’inizio del 2004 hanno messo a segno tredici colpi in banche e uffici postali di Ladispoli, Tivoli, Guidonia Montecelio e della capitale. Si tratta di cinque uomini, di cui al momento si conoscono solo i cognomi: Del Signore, Sbardella, Mandaradoni, Lunerti e Alesi. Hanno tutti origine romana, sono tutti trentenni, fatta eccezione per un cinquantenne, e hanno tutti precedenti per rapina. Sono stati rintracciati dalla Squadra Mobile che, in collaborazione con la polizia scientifica, ha compiuto approfondite indagini nel corso dell’ultimo anno. Secondo le ricostruzioni fatte, i cinque non agivano mai tutti insieme ma in gruppi di tre o quattro scambiandosi ogni volta i ruoli. Uno faceva da palo, gli altri entravano negli uffici armati di taglierino. Di questi uno scavalcava il bancone del cassiere mentre gli altri tenevano a bada i clienti e gli altri dipendenti sotto la minaccia della stessa arma. A volte si facevano scudo di un cliente tenuto in ostaggio per guadagnare l’uscita.Di sicuro, secondo il capo della Squadra Mobile Alberto Intini, due delle banche sono state colpite più di una volta. Al termine del colpo i rapinatori si dileguavano a bordo di auto rubate. Ed è proprio grazie a una di queste auto, ritrovata dagli agenti della Mobile, che la polizia scientifica ha potuto risalire all’identità di uno dei cinque. A bordo è stata infatti rinvenuta una frazione d’impronta digitale. Al momento i cinque uomini sono stati arrestati e accusati di quattro delle tredici rapine accertate (di cui dieci sono state messe a segno a Roma) ma a breve potrebbero essere attribuite loro anche le altre nove.Durante la conferenza stampa in cui sono stati descritti l’indagine e i vari momenti dell’operazione di arresto, il capo della Squadra mobile Alberto Intini ha ricordato che con questi tredici colpi sale a 98 il numero delle rapine scoperte dalla polizia a partire dall’agosto 2003. Anche il bilancio degli arresti sale a 115. Sono undici, inoltre, i gruppi criminali sgominati nello stesso periodo.