Rapine ai taxi: preso un bandito

Stefania Scarpa

Ancora una rapina a un tassista. Ma questa volta il finto cliente finisce in manette. Tutto si consuma una manciata di minuti prima delle 23 di sabato sera, quando i controlli di volanti e pattuglie di polizia e carabinieri si rafforzano per il weekend. Alessandro L., 32 anni, vecchia conoscenza per le forze dell’ordine, ferma un taxi della cooperativa «3570» nei pressi della stazione Termini. «Sono appena arrivato da Pescara - dice al conducente -, vado a trovare la mia fidanzata che abita al quartiere Monteverde, in via Ramazzini. Mi porti lì». Il tassista di turno non perde tempo, aziona il tassametro e si mette in marcia. Poco dopo è a destinazione. Ma al momento di pagare la tariffa, il giovanotto estrae una lama e la punta alla gola dell’uomo: «Dammi tutti i soldi che hai o ti sgozzo». All’autista non rimane che obbedire. Terrorizzato, consegna nelle mani del balordo 20 euro, il bancomat col codice Pin, le chiavi dell’auto. Quindi quello si dilegua. Pochi istanti e tra via Foschi e via Ramazzini il tassista incrocia la volante «10» della questura. Racconta immediatamente ai poliziotti quel che è successo. Soprattutto fornisce una precisa descrizione del delinquente: altezza media, giubbotto grigio con orlo di pelliccia e cappuccio, jeans. Scatta la caccia all’uomo. Una rapida battuta in zona e gli agenti individuano un tipo sospetto simile a quello descritto a bordo di una Fiat 500 che ai terminali risulta rubata. Intimano l’alt. All’interno del veicolo ecco che compare il taglierino ben nascosto fra i sedili; nel cruscotto una chiave passepartout. Alessandro L. viene quindi condotto a San Vitale e arrestato per rapina e furto aggravato. Al vaglio degli inquirenti è ora il suo possibile collegamento con altre rapine avvenute nei giorni scorsi nella Capitale.
La più grave quella che la notte del 15 dicembre ha ridotto in fin di vita Filippo Spugna, 51 anni, anche lui della coop. 3570 agganciato da un uomo armato di pistola in via di Salone. Prima di rubargli l’incasso del turno di lavoro e sparire nel nulla, il malvivente gli ha sparato un colpo alla scapola. Ieri il sindaco Veltroni e l’assessore capitolino ai Trasporti, Calamante, sono andati a fargli visita nella camera dell’ospedale «Sandro Pertini» dove è ricoverato. Calamante, in particolare, ha preannunciato per oggi una riunione ad hoc in Campidoglio sulla questione. Nei giorni scorsi, infatti, a seguito dell’escalation di rapine ai taxi, il presidente dell’Ait, l’Associazione italiana tassisti, Carlo Bologna, ha minacciato che i suoi associati arriveranno a sospendere il servizio nottunro se non avranno garanzie di sicurezza. Il ministro alle Politiche agricole Gianni Alemanno, in corsa per la poltrona di sindaco di Roma, ha proposto l’inserimento di microcamere nelle vetture come deterrente per «clienti» malintenzionati.