Rapine in villa, il capo è direttore di banca

Arrestati i sette componenti della banda italo-albanese che terrorizzava il Nord-Est

da Treviso

Organizzavano furti e rapine in ville e appartamenti del Nord-Est e reinvestivano il denaro così ottenuto nel traffico di droga, soprattutto cocaina. Una vera e propria organizzazione criminale italo-albanese è stata sgominata ieri dagli agenti della Squadra mobile di Treviso. L’operazione, iniziata all’alba, ha portato all’arresto di sette persone, tre albanesi e quattro italiani, fra cui un ex direttore di banca, mente economica della banda. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata a furti e rapine in abitazioni private, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e falsificazione di carte di credito. Il gip Valeria Castagna ha emesso altre quattro ordinanze di custodia cautelare, mentre altre quattro persone sono state denunciate. Dal settembre 2004, la banda avrebbe realizzato una quarantina di colpi in abitazioni del Triveneto, del Piemonte e della Lombardia.
Gli italiani si preoccupavano di gestire l’organizzazione e fornire una base logistica agli esecutori materiali, provenienti dai Balcani. I nostri connazionali si occupavano di procurare strumenti e appartamenti per condurre gli assalti. Attivavano anche i canali per il riciclo della refurtiva e per il trasferimento del denaro all’estero. Alcuni componenti, esperti in tecniche informatiche, clonavano bancomat e carte di credito per poi riciclare i soldi nel traffico degli stupefacenti.
L’operazione ha coinvolto una cinquantina di agenti, anche del Reparto cinofili e del Nucleo elicotteri. Le perquisizioni, effettuate in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, hanno permesso di recuperare gioielli, pellicce, automobili e circa diecimila euro in contanti. Ritrovati anche alcuni degli arnesi utilizzati dai criminali, come bilance di precisione, cellulari e attrezzi per lo scasso.
Gli uomini della Squadra mobile hanno anche scoperto un piano di evasione per un albanese rinchiuso nel carcere di Treviso. I suoi complici, fra cui alcuni dei sette finiti ieri in manette, sarebbero dovuti entrare in azione mentre il loro “collega“ veniva trasferito in ospedale. Uno degli arrestati, un venticinquenne albanese, è stato accusato anche di tentato omicidio. Avrebbe sparato a un suo connazionale davanti a un locale di Villorba (Treviso) nell’aprile 2004.