La rapisce per torturarla in una casa degli orrori

BerlinoQuando a commettere lo stalking è un soggetto con forti istinti sadici e criminali il risultato può essere infernale. Ne sa qualcosa la polizia di Amburgo che è rimasta senza parole quando ha fatto irruzione nell’appartamento di Thomas Fisher, un uomo di trent’anni che in passato era stato più volte denunciato per molestie a donne che rifiutavano i suoi corteggiamenti. L’uomo aveva trasformato la sua abitazione in una vera e propria cella di sevizie con tanto di strumenti per infierire sulle sue vittime: aghi, siringhe, scalpelli, strumenti per interventi chirurgici, un lettino del tipo di quelli che si trovano nei gabinetti ginecologici, persino un vibratore capace di trasmettere scosse elettriche. E in mezzo a questo arsenale raccapricciante, un cabina telefonica insonorizzata in modo che non potessero essere udite le grida di chi vi veniva rinchiuso dopo le torture.
Nei disegni del folle la vittima destinata a essere seviziata nella casa degli orrori doveva essere una ragazza israeliana di 26 anni. Fischer l’aveva conosciuta tramite comuni amici e da tempo la perseguitava con telefonate e pedinamenti. Non avendo ottenuto nessun risultato, decise di adottare una tattica più accattivante inviandole ogni giorno un mazzo di fiori. A questo punto la ragazza, ignara dei precedenti del suo corteggiatore, cede e acconsente di incontrarlo in una Kneipe. Quattro chiacchiere, qualche drink e alla fine i due si trasferiscono nell’abitazione di Fischer in un sobborgo di Amburgo.
Solo per un puro caso l’incontro non si è trasformato in tragedia. Appena entrata nella casa la ragazza capisce di essere caduta in una trappola e cerca di scappare. L’uomo, che ha ormai gettato la maschera di corteggiatore premuroso e gentile e assunto il ruolo di carceriere, riesce a rinchiuderla nella cabina telefonica. Ma commette un errore: non chiude bene la cabina, la ragazza nota la distrazione e appena il suo sequestratore si allontana prova a liberarsi. Cosa che le riesce dopo due ore. La porta di casa è sbarrata ma non una finestra che da sul cortile, la ragazza la apre e approfittando del fatto che l’appartamento si trova al primo piano compie, ancora ammanettata e nonostante il filo spinato montato all’esterno da Fischer, il salto che le permetterà di sottrarsi definitivamente al suo sequestratore. A dare l’allarme sono stati i vicini; l’uomo è stato arrestato poco dopo: addosso gli hanno trovato una pistola e una bomba a mano. Secondo quanto riferito dalle autorità, al momento dell’arresto l’uomo non ha detto una parola.
E senza parole sono rimasti anche i poliziotti che poco dopo sono entrati in casa sua e si sono trovati di fronte a uno spettacolo agghiacciante. Oltre agli strumenti di tortura, c’è un manichino di gomma dove l’uomo, subito arrestato per stalking e sequestro di persona, evidentemente si esercitava nelle sevizie in attesa di potere avere a disposizione una vittima vera e propria. Non solo. La polizia ha trovato nella casa degli orrori ben 113 estintori, nove dei quali imbottiti non con schiuma antincendio ma con materiale esplosivo. Di qui il sospetto che l’uomo, dopo aver dato sfogo ai suoi istinti, progettasse di compiere una strage dando fuoco all’appartamento, eliminando la sua vittima e se stesso.
Una storia di cronaca nera che ha suscitato orrore ma anche molte polemiche. Come è possibile, si domandano molti giornali, che un uomo già denunciato varie volte per stalking non venisse tenuto sotto osservazione?