Rapita ad Haiti: il riscatto forse già chiesto

La famiglia di Gigliola Martino Vitiello, l'italiana residente da 30 anni ad Haiti rapita lunedì da una banda che ha brutalmente ucciso il marito Guido, ha preso in mano ieri il coordinamento delle attività legate al suo possibile rilascio, su cui nelle ultime ore sono circolate voci rivelatesi infondate. «Le voci che sono finora circolate sul rilascio dell'italiana sequestrata ad Haiti sono infondate». Ha detto l'ambasciatore Enrico Guicciardi. La questione della possibile esistenza di una richiesta di denaro da parte della banda di rapitori, che ha fra l'altro ucciso con due colpi d'arma da fuoco il marito della donna, Guido Vitiello, è stata evocata dalla radio haitiana ma anche in questo caso il diplomatico italiano ha detto di non esserne al corrente. Haiti è teatro da alcune settimane di una ripresa in grande stile della violenza, soprattutto nelle disastrate periferie della capitale, come Cité Soleil e Cité Militaire, che ha causato decine di morti, centinaia di feriti ed una serie di sequestri, anche di cittadini stranieri. Nel solo mese di luglio, i sequestri ufficiali sono stati una sessantina, di cui circa 40 a danno di cittadini stranieri. A questo fine, ha concluso, «applicheremo la politica del bastone e della carota, perché non possiamo permettere che dei banditi continuino a commettere crimini contro la popolazione nella più totale impunità».