Rapita in un bar e violentata dal branco In manette un marocchino, caccia ad altri due

PadovaHa approfittato della fiducia concessagli dalla donna padovana e, con un inganno, l’ha attirata nella casa dove viveva con alcuni connazionali, a Piove di Sacco (Padova). Dopodiché ha abusato di lei. Youssef El Omari, marocchino di 29 anni, irregolare, è stato arrestato dai carabinieri di Padova e Piove di Sacco con l’accusa di violenza sessuale, sulla base delle testimonianze della donna stessa, del convivente e degli altri marocchini che vivevano con El Omari, i quali avrebbero poi aiutato la donna, impedendo al connazionale di andare avanti con le violenze.
È successo tutto nella notte tra sabato e domenica, ma la vittima ha denunciato l’accaduto solo all’indomani. Per questo gli inquirenti, coordinati dal pm padovano Benedetto Roberti, hanno portato avanti l’indagine col massimo riserbo, proprio per cercare di ricostruire con precisione quanto successo in un ambiente degradato. Il fatto che la donna avesse acconsentito a essere accompagnata per un tratto di strada dal nordafricano imponeva di approfondire la sua versione. Ma alla fine il quadro accusatorio, grazie all’indagine conclusa con grande celerità, è stato ritenuto plausibile dal Gip di Padova che ieri ha convalidato l’arresto del ventinovenne.
La donna lo aveva conosciuto in un bar di Piove di Sacco, nel corso di una serata come tante. Due chiacchiere, una battuta, niente di speciale, niente che lasciasse sospettare chissà quale intenzione da parte del marocchino. Per questo la padovana ha accettato di fare un tratto di strada insieme all’extracomunitario. Più tardi la situazione è precipitata e la cordialità di un incontro casuale si è trasformata in violenza. Udite le urla della donna, gli altri connazionali sarebbero intervenuti, forse troppo tardi, ma comunque in tempo per evitare, chissà, che finisse ancora peggio.
La notte per lei è stata un inferno e solo all’indomani, riavutasi dallo choc, ha deciso di presentare denuncia ai carabinieri. Che, come detto, hanno saputo ricostruire con testimonianze e riscontri quei terribili momenti passati nelle grinfie dell’aguzzino. Il marocchino è ora in stato di fermo con l’accusa di sequestro di persona e violenza sessuale.