Rapita e costretta a vendere la verginità per 30mila euro

L’hanno tenuta segregata fino a quando hanno trovato un cliente disposto a sborsare 30.000 euro per la sua verginità, ma alla vigilia dell’appuntamento la giovane è riuscita a telefonare ai carabinieri che sono intervenuti e hanno arrestato 4 persone.
È successo a una giovane romena di 18 anni, «invitata» in Italia, secondo il suo racconto, con la promessa di una lavoro. Avrebbe dovuto fare la cameriera. È andata diversamente. Perché appena arrivata nel varesotto, a Golasecca, è stata rinchiusa per 10 giorni in un appartamento dove i suoi aguzzini hanno in tutti i modi tentato di convincerla che il modo migliore per guadagnare soldi era prostituirsi. Non solo. Quando hanno scoperto che era vergine, hanno deciso che l’incasso della prima volta doveva essere non meno di 30.000 euro e hanno aspettato fino a quando hanno trovato il cliente disposto a sborsare la cifra. Di fronte all’ennesimo rifiuto della giovane, i suoi carcerieri le hanno indicato una botola. «Lì dentro sono morte quelle che facevano come te», le hanno detto. Poi l’hanno truccata, vestita e fotografata: e in breve le sue immagini sono finite su internet tra gli annunci a luci rosse.
L’affare con l’aspirante acquirente è stato concluso nei giorni scorsi e due giorni fa la ragazza avrebbe dovuto incontrarlo. Ma lunedì, in un momento in cui i suoi carcerieri si erano distratti, ha telefonato ai carabinieri. Una pattuglia è subito arrivata sul posto, liberato la ragazza, che ora si trova in una comunità protetta, e arrestato i suoi sfruttatori, tre albanesi e un rumeno, fra i 26 e i 30 anni, con l’accusa di sequestro di persona, riduzione in schiavitù e induzione alla prostituzione. Arrestata anche una prostituta romena di 23 anni, che aiutava gli sfruttatori a gestire il traffico, mentre sono state denunciate altre due prostitute di 20 anni, che nei giorni di segregazione avevano il compito di convincere la ragazza e insegnarle i segreti del mestiere.