Rapito per 8 ore dopo un prelievo di 130mila euro

da San Marino

Una storia che pare non reggere, con troppe incongruenze. Un romagnolo di 36 anni, Andrea Babbi, che fa soltanto lavori saltuari, ieri mattina ha prelevato la bellezza di 130mila euro, dall’Asset Banca di Dogana (San Marino), sulla superstrada a 200 metri dal confine con il Riminese. Su una Mercedes S350 l’aspettava un amico, Duilio Fattozzo, cinquantenne rodigino, pregiudicato per truffa e bancarotta fraudolenta. Al momento di ripartire sbucano due rapinatori, pare a volto scoperto. Uno è armato di pistola, minaccia il guidatore, lo fa scendere e spintonandolo a terra s’impadronisce della vettura. Al posto del passeggero c’è Andrea Babbi, con in tasca tutti quei contanti, dietro l’altro malvivente.
La Mercedes fugge via, una guardia giurata della banca ha visto tutto, a breve distanza, ma non se l’è sentita d’intervenire perché senza armi. La scena è fuori dalla gittata delle telecamere di sorveglianza della banca.
Sono le 10,30, scatta l’allarme, Fattozzo viene interrogato e racconta dell’agguato. Posti di blocco in Romagna, nelle Marche e pure in Toscana. Otto ore più tardi Babbi si presenta ai carabinieri del suo paese, Mercato Saraceno, in provincia di Forlì Cesena, provato psicologicamente ma in buone condizioni: «Mi hanno liberato in autostrada, sull’Adriatica». Interrogato, ha formalizzato la denuncia nei confronti di ignoti per essere stato rapito, in serata è stato sentito anche dalla Squadra mobile di Rimini. Dei soldi, nessuna traccia, così pure dei rapitori.
Babbi vive in affitto, con i due figli e la moglie, che ha un banco di frutta e verdura, al mercato. In pratica sono separati in casa, tant’è che ieri sera a riabbracciare il giovane si è presentata soltanto la madre. Nessuno poteva immaginare che lui avesse in banca tanto denaro, tantomeno che l’andasse a prelevare proprio ieri. Sotto torchio anche il suo amico.
I due rapitori potrebbero essere scesi da un’altra macchina, percorrendo poi alcuni metri a piedi. Babbi non era l’uomo giusto per un sequestro lampo, lui e il suo accompagnatore potrebbero avere organizzato la messinscena.
Uno dei rapitori, secondo la testimonianza di Fattozzo, è alto quasi un metro e 80, parla italiano senza particolari accenti, è di carnagione olivastra e, al momento dell’agguato, indossava un basco. Le ricerche della Mercedes e dei malviventi sono proseguite nella notte.