Rapito Iglesias, l’erede di Varenne che vale 2 milioni

I campioni del trotto stanno attraversando un periodo di terrore in quanto da qualche anno sono entrati nel mirino dei rapimenti. Lemon Dra, lo splendido corridore pilotato negli anni 80 da William Casoli, divenuto nel tempo uno stallone di grido, sparì due anni fa dal centro di Mariano vicino a Parma e di lui non si sono avute più notizie.
Lo scorso anno è stato il turno di Equinox Bi, il cavallo di casa Biasuzzi, che restò per 40 giorni nelle mani dei sequestratori per poi, fortunatamente essere liberato nelle campagne marchigiane. Dopo pochi mesi dal centro di monta di Folli, vicino a Bologna, un manipolo di delinquenti prelevò nottetempo Daguet Rapide, campione in pista, che dopo pochi mesi si scoprì esserlo anche in razza. Delle sorti di Daguet non ci sono più notizie, anche se la prossima settimana potrebbero esserci dei clamorosi sviluppi. Intanto la sua assenza fisica è stata parzialmente lenita grazie all'intervento del ministero dell'Agricoltura che ha dato giustamente il proprio assenso ad utilizzare il prezioso seme congelato del campione per l'attuale stagione di monta.
Qualche giorno fa nelle maglie dei rapitori è caduto Iglesias, «trottatore italiano» come il mitico Varenne, del valore di 2 milioni di euro. Nato a casa Sergio Carfagna vicino ad Assisi, figlio di Ganimede e Forever Kemp, ha avuto suo malgrado una carriera ricca e sfortunata. Dopo il debutto ad ottobre 2006 fu infatti costretto ad uno stop per infortunio ad un tendine maledetto, quello che lo tormenterà per tutta la carriera. Iglesias viene curato al mare e quando torna in pista riprende alla grande il filo con la gloria con una serie di successi. Nell’estate del 2007 si impone alla cronaca ippica nazionale, quando Sergio Carfagna lo affida al trainer tedesco Holger Ehlert che in poche settimane lo presenta al top diventando il nome nuovo della generazione. Iglesias vince il Gran Premio Marche a Montegiorgio e inizia a puntare il Derby, poi va a Torino per il Marangoni, e passeggia senza rivali, candidandosi per il Nastro Azzurro. Quel Derby che però Iglesias non farà mai, perché un altro infortunio alla vigilia delle qualificazioni lo costringe a tornare in infermeria, addirittura con un’operazione in Belgio, nella stessa clinica dove venne operato anche Marco Van Basten. Si rivedrà a primavera dell’anno scorso, macinando il Gran Premio Firenze, il Città di Padova e il Città di Torino, come sempre con superiorità. Ma il dolore si ripresenta ed Iglesias deve tornare a curarsi. Ora era guarito per l'ennesimo ritorno in pista, pronto ancora una volta per stupire. Iglesias è un cavallo completo, parziale devastante, fondo, partenza e arrivo, un vero fuoriclasse.
In sole 21 corse disputate ha vinto 14 volte e 250mila euro e secondo il suo entourage può in futuro pensare in grande, Amerique compreso. Insomma un patrimono nazionale che deve tornare sano e salvo a casa, per continuare ad essere uno splendido ambasciatore dell'italia che trotta e che vince.