"Rapitori non professionisti. La famiglia non è così ricca"

La madre continua a sperare che la figlia sia fuggita per seguire un amore segreto

da Treviso

Che sia un sequestro, ormai non lo mette più in dubbio nessuno. Nemmeno l’avvocato Roberto Quintavalle, il legale della famiglia del notaio Giuseppe Tassitani, che tra l’altro ha ricevuto una telefonata definita in maniera sibillina «utile alle indagini». Di fronte a questo scenario più chiaro, nella sua drammaticità, i familiari della quarantaduenne di Castelfranco Veneto hanno una paura e si fanno una domanda. La paura è, ovviamente, per la sorte di Iole, e vorrebbero avere al più presto una prova del fatto che sia ancora viva; la domanda in realtà è duplice: chi l’ha rapita e perché?
Non c’è alcun modo per scacciare una angoscia che da oltre quarantott’ore attanaglia i genitori di Iole. Il notaio e la moglie non riescono a darsi pace tanto che l’avvocato spiega che la coppia «sta vivendo un pesante stato psichico di sconforto». L’ansia dell’attesa che non si quanto debba durare. Mentre gli inquirenti si stanno dando da fare per rispondere a quelle domande che potrebbero portare a una soluzione di questo sequestro che ricorda da vicino quello avvenuto nove mesi fa a Caselle di Asolo, sempre nel Trevigiano. In quell’occasione una ventiseienne, figlia di un geometra comunale di Onè di Fonte, venne sequestrata per tutta la notta da un paio di romeni che, senza torcerle un capello, la costrinsero a telefonare a casa per chiedere di pagare 50 mila euro. La giovane venne individuata e i sequestratori arrestati.
«La famiglia Tassitani è abbiente - ha spiegato l’avvocato Quintavalle -, ma non così ricca da poter essere presa di mira da dei professionisti del sequestro». La tesi, in sostanza, è che a rapire Iole Tassitani non siano stati dei professonisti del crimine ma dei personaggi più o meno accostabili ai dilettanti entrati in azione nove mesi fa. E questo, ovviamente, è ciò che si augurano tutti. Anche se la mamma di Iole, la signora Luisa, spera sempre in qualcosa di diverso. Una fuga d’amore per esempio. «Di fidanzati non mi ha mai parlato, ma potrebbe essere che, senza dire niente a nessuno, abbia deciso di andare via con un uomo».
Impossibile, dicono tutti coloro che la conoscono e che la frequentano. Iole è abitudinaria, lavoro, casa, palestra, gatti e chat in internet, questa in estrema sintesi la vita della donna che abita da sola da otto anni e che non ha mai avuto da ridire coi vicini. Riservata, questo sì, ma anche educata e gentile. Nulla da lasciar pensare a fughe o a cattive frequentazioni.
Chi sono allora questi rapitori improvvisati? La pista su cui gli inquirenti paiono essersi concentrati maggiormente è quella delle chat online. E il sequestro, a quel punto, potrebbe anche non essere a fini di estorsione. Una persona incontrata sul video di un computer potrebbe essersi materializzata nell’aggressore dell’altra sera. Il pc di Iole è stato setacciato dai tecnici e non è escluso che alcune informazioni importanti abbiano già messo sulla strada giusta gli investigatori.