Rapporto Amnesty: pena di morte L'80% delle esecuzioni nel G20

Il rapporto 2009 fotografa le violazioni dei diritti umani nel mondo: giustiziate 2.390 persone. Torture e maltrattamenti in 80 paesi. "La recessione ha aggravato le violazioni"

Roma - Il mondo siede sopra una bomba a orologeria, la crisi dei diritti umani, che può esplodere in ogni momento, denuncia Amnesty International. L’avvertimento è contenuto nel rapporto 2009 sulla situazione dei diritti umani nel mondo nel quale si evidenzia la necessità di una nuova leadership internazionale che s’impegni a contrastare un cammino che sembra inarrestabile, aggravato dalla crisi economica in atto. Il dossier documenta il livello del rispetto dei diritti umani in 157 Paesi del mondo.

Dati preoccupanti Il quadro che ne emerge "ci preoccupa molto - ha detto Christine Weise, neopresidente della sezione italiana di Amnesty - perché i diritti umani sono passati in secondo piano se non addirittura traditi". E questo è avvenuto proprio nell’anno in cui si è festeggiato il 60° anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani (il dossier si riferisce al 2008), un anno che invece "si è aperto con la crisi in Kenya dove sono morte un migliaio di persone - ha sottolineato Weise - e si è concluso con un analogo tributo di sangue di civili palestinesi, uccisi a Gaza".

La crisi economica Secondo Amnesty, a monte del peggioramento della situazione dei diritti umani c’è la crisi economica globale che ha destinato attenzioni e risorse al salvataggio di banche in agonia o di economie al collasso, a scapito di un settore già ’sacrificato dalla guerra al terrore.

I numeri di Amnesty Quasi 2.400 pene di morte eseguite, torture e maltrattamenti compiuti in 80 paesi, detenzioni illegali effettuate in 90 stati. Sono i numeri delle violazioni dei diritti umani nel 2008 fotografati dal Rapporto 2009 di Amnesty International, presentato oggi Roma e in altre capitali del mondo. Il dossier documenta la situazione delle violazioni dei diritti umani, in 157 paesi.

Pena di morte Almeno 2.390 prigionieri sono stati messi a morte in 25 Paesi. Il 78% delle esecuzioni ha avuto luogo nei paesi del G20.

Esecuzioni extragiudiziali Sono stati commessi in oltre 50 Paesi, il 47% di questi crimini è stato riscontrato nei Paesi del G20.

Torture e maltrattamenti Sono stati compiuti, nel corso degli interrogatori, in circa 80 paesi. Il 79% delle torture e maltrattamenti si è registrato nei paesi del G20.

Processi iniqui Celebrati in 50 Paesi, il 47% del totale si è svolto in paesi aderenti al G20.

Detenzioni illegali Prigionieri sono stati sottoposti a periodi di detenzione prolungata, spesso senza accusa nè processo, in circa 90 Paesi. Il 74% di queste detenzioni ha avuto luogo nei Paesi del G20.

Asilo politico Molte persone che chiedevano asilo politico sono state respinte da almeno 27 paesi verso Stati in cui sono andate incontro ad arresti, torture e morte.

Prigionieri di coscienza Ne sono finiti in carcere in almeno 50 paesi.

Sgomberi Sono stati eseguiti in almeno 24 paesi. 

Immigrati, critiche all'Italia Nel Rapporto di Amnesty International c'è anche un dura accusa alle politiche dell'Italia sull'immigrazione: "Le riforme del governo italiano sull’immigrazione sono di stampo discriminatorio e il paese è precipitato nell’insicurezza, che mette a repentaglio l’incolumità di molte persone e la reputazione internazionale dell’Italia", ha detto la presidente della Sezione Italiana di Amnesty Christine Weise, che ha puntato il dito su alcune norme contenute nel "pacchetto sicurezza".