Rapporto della Digos alla procura di Milano: "In piazza forzando la barriera degli agenti"

Milano - La Digos ha inviato alla procura di Milano un rapporto sulla manifestazione filopalestinese di sabato. Il corteo (10mila persone secondo gli organizzatori) ha sfondato in più punti i cordoni delle forze dell’ordine, ha superato piazza San Babila (destinazione  individuata dalla questura) e ha raggiunto piazza Duomo, degenerando nel pessimo spettacolo di bandiere bruciate e slogan rabbiosi contro Usa e Israele, per poi concludersi, sul sagrato del Duomo, con centinaia di fedeli musulmani inginocchiati verso La Mecca.

Un’«invasione» minacciosa che, nel mondo cattolico ambrosiano, è stata vissuta come un’inquietante mancanza di rispetto, se non come un’intimidazione. Anche perché a guidarla - megafono alla mano - c’era l’imam di viale Jenner, Abu Imad, che a novembre è stato condannato in appello per associazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo. «Quando in piazza del Duomo arrivano 10mila musulmani guidati da un cosiddetto imam già condannato per terrorismo mi pare ci sia lavoro per chi deve vigilare sull’ordine pubblico», ha detto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. «È evidente - ha aggiunto - il significato minaccioso della scelta di certe piazze davanti a importanti chiese per le preghiere islamiche dei giorni scorsi».

«Credo che il rispetto del culto sia importante - ha detto anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti - ma insieme al rispetto del culto ci deve essere anche il rispetto di chi ha culti differenti». Intanto la costruzione di una moschea milanese, di cui si parla da mesi (proprio dalla chiusura del centro di viale Jenner) sembra una possibilità sempre più remota.

E l’invasione di piazza Duomo potrebbe avere conseguenze anche penali: «Mi aspetto che la magistratura faccia il suo dovere», la richiesta del vicesindaco Riccardo De Corato, che già aveva chiesto al ministero dell’Interno di disporre l’invio alla procura di un rapporto che tenesse conto delle riprese audio-video del corteo: «Si tratta di una manifestazione sediziosa non autorizzata, e ha violato il testo unico di sicurezza che prevede il preavviso per cerimonie e pratiche religiose fuori dai luoghi di culto. Mi auguro che ci sia un giudice a Milano», ha concluso. Imbarazzo nella comunità islamica di Milano.

Il direttore del centro più importante, quello di via Padova, Asfa Mahmoud, condanna il rogo dei vessilli israeliani e americani, ma parla di «infiltrati»: «Sia provocatori sia persone arrabbiate». La rabbia giustifica molto anche per Angela Lano, direttrice di Infopal, agenzia di stampa edita dall’omonima associazione che ha promosso - con altre sigle - il corteo: «La preghiera in piazza Duomo mi è parsa una cosa carina», il suo commento.