Rapporto «GreenItaly» Nautica sempre più verde, promosso il progetto Ucina

Unioncamere e Fondazione Symbola hanno presentato il rapporto annuale GreenItaly. «La green economy - è stata la premessa - è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuove e solide, l’economia italiana. Una prospettiva che nel nostro Paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, innovazione». Tuttavia, secondo il rapporto, è la nautica italiana ad aver capito, più di altri settori, «che la sostenibilità ambientale, insieme con la tecnologia, l’estetica e la funzionalità dei prodotti, rappresenta oggi un fattore di differenziazione in grado di costruire un nuovo vantaggio competitivo sui mercati internazionali». Relativamente ai processi sono state sviluppate tecnologie di aspirazione e filtraggio in grado di ridurre i rischi per il lavoro e le emissioni nocive nell’atmosfera. In particolare, nei processi di realizzazione della Frp (Fiber reinforced Plastic 136), si sta operando la graduale sostituzione della stratificazione a mano con l’infusione sotto vuoto a sacco chiuso. Sono numerose le aziende che hanno adottato questa innovazione. E il rapporto cita, tra le altre, «Franchini International, prima in Italia ad aver introdotto il processo di infusione, Fiart Mare (50 anni fa costruì «Conchita», prima unità realizzata interamente in Frp), Sessa Marine, Scialino». Ma la nautica investe molto anche nei sistemi propulsivi: «Alla luce delle continue evoluzioni in grado di ridurre, se non azzerare, le emissioni, la rumorosità, e le vibrazioni della navigazione a motore, si passa dai sistemi di propulsione ibrida, come quello realizzato dal gruppo Ferretti, ai sistemi basati sulle fuel cell, una tecnologia in grado di fornire gli yacht di generatori di energia elettrica alimentati a idrogeno, attualmente in sperimentazione negli stabilimenti del gruppo Azimut-Benetti». Molto interessante, infine «End Life Boat» (Elb) promosso da Ucina-Confindustria nautica. Il progetto affronta in chiave green l’intero ciclo di vita dei prodotti, implementando la dismissione sostenibile delle imbarcazioni in disuso, ma che prevede, per le unità nautiche di prossima progettazione, la possibilità di individuare processi realizzativi in grado di favorirne il riciclo.