«Rapporto speciale con gli ebrei»

L’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede aveva chiesto al cardinale Ratzinger di inserire una condanna esplicita dell’antisemitismo

da Roma

La richiesta l’aveva fatta papale papale, senza peli sulla lingua, con la schiettezza che lo contraddistingue. Oded Ben Hur, dal 2003 ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, anche sulla scia delle polemiche seguite al film La Passione di Cristo di Mel Gibson, aveva chiesto a diversi prelati di inserire nel nuovo compendio del catechismo, magari incorniciandolo a mo’ di promemoria in una pagina, una citazione del decreto conciliare «Nostra Aetate». Questo è il brano in questione: «La Chiesa... esecra tutte le persecuzioni contro qualsiasi uomo, memore del patrimonio che essa ha in comune con gli Ebrei e spinta non da motivi politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque. In realtà il Cristo, come la Chiesa ha sempre sostenuto e sostiene, in virtù del suo immenso amore, si è volontariamente sottomesso alla sua passione e morte a causa dei peccati di tutti gli uomini...».
Tra coloro che si erano sentiti fare la proposta c’era anche il cardinale Joseph Ratzinger. Nel nuovo catechismo la citazione non compare, per un motivo molto semplice, spiegano in Vaticano: trattandosi di un compendio del Catechismo della Chiesa cattolica pubblicato nel 1992 e utilizzando soltanto i contenuti ma anche le espressioni di quel testo non poteva introdurne di nuove.
Nel compendio che sarà pubblicato il prossimo 28 giugno è comunque sottolineato il rapporto speciale che unisce i cristiani, seguaci dell’ebreo Gesù, e il popolo dell’Antica alleanza. Si legge infatti al numero 169 del nuovo testo questa domanda: «Qual è il rapporto della Chiesa cattolica con il popolo ebraico?». «La Chiesa - è la risposta - riconosce il proprio rapporto con il popolo ebraico nel fatto che Dio scelse questo popolo primo fra tutti ad accogliere la sua parola. “Da esso proviene Cristo secondo la carne” (Rm, 9,5). A differenza delle altre religioni non cristiane la fede ebraica è già risposta alla rivelazione di Dio nell’Antica alleanza».
Un altro passaggio dedicato alla fede ebraica riguarda il riferimento nell’eucarestia alla cena pasquale degli israeliti. Anche se nel nuovo compendio non verrà citato il brano conciliare, ma sarà soltanto sottolineato il rapporto fondamentale esistente tra cristianesimo ed ebraismo, è certo che su questo terreno Benedetto XVI intende continuare sulla linea di Giovanni Paolo II, il Papa che più di ogni altro suo predecessore ha compiuto gesti concreti e importanti verso gli ebrei. Lo scorso 9 giugno, ricevendo una delegazione dell’«International Jewish Committee on Interreligious consultations», Benedetto XVI ha ricordato proprio la citazione del Vaticano II e ha detto: «All’inizio del mio pontificato desidero assicurarvi del fatto che la Chiesa resta fermamente impegnata, nella sua catechesi e in ogni aspetto della sua vita, a realizzare questo insegnamento decisivo».
Nell’appendice del catechismo ci sono «Le preghiere del cristiano»: il lettore vi trova le preghiere tradizionali in italiano e in latino (dal Padre Nostro al Magnificat), ma anche alcune preghiere delle tradizioni cristiane orientali. Ad esempio la preghiera dell’incenso della tradizione copta, o quella di addio all’altare della tradizione siro-maronita. Infine sono presentate - questa volta davvero in modo schematico e memorizzabile - le formule «di dottrina cattolica»: dai comandamenti di carità alle virtù teologali, dai vizi capitali ai novissimi.