Rappresentante e spacciatore per arrivare alla fine del mese

Parto da una bellissima mail che è arrivata in redazione l’altra mattina, firmata da Maria Angela Merani, una nostra carissima lettrice: «Caro dottor Lussana, nel vedere in televisione quello che è successo ieri a Roma, sono tornata con i ricordi agli anni Cinquanta, quelli della mia adolescenza e della prima giovinezza (sono nata nel 1938), quando il nostro Paese era appena uscito da una guerra disastrosa. Noi giovani non avevamo niente, ma non andavamo a distruggere negozi, banche, chiese; studiavamo per costruirci un futuro migliore di quello dei nostri genitori, vissuti fra due guerre. Allora la scuola era una cosa seria, gli insegnanti non facevano comizi e, chi non studiava, veniva bocciato o rimandato a settembre. Quelli che non volevano studiare, andavano a lavorare e così abbiamo ricostruito l'Italia, che tanti oggi vogliono distruggere. Parafrasando un vecchio film: “Eravamo giovani, ma in gamba“. La saluto cordialmente». Inutile dire che condivido queste parole alla virgola e che penso siano una fotografia perfetta del modo di pensare delle persone perbene. Queste parole sono un fermo immagine sulla nostra famiglia del Giornale, sul nostro mondo, sui nostri sentimenti. Queste parole sono il nostro credo.
Perchè, vedete, a me sembrano surreali anche tutte le giustificazioni di tutta la parte pacifica del corteo di sabato a Roma, così come lo erano molte di coloro che hanno partecipato al G8 a Genova dieci anni fa. È verissimo che, in un caso e nell’altro, moltissimi erano in buona fede e pacifici. Ma è altrettanto vero che la piattaforma programmatica di quelle manifestazioni faceva prevedere le violenze. Ed è altrettanto vero che, al di là della melassa retorica che ci ha raccontato che in mezzo al corteo c’erano i «buoni» che hanno provato in ogni modo a fermare i «cattivi», è anche vero che nel corpaccione di quei cortei c’è spessissimo connivenza nei confronti dei violenti e quasi mai una presa di distanza netta e definitiva.
Faccio un esempio per farmi capire. Possibile che quando due milioni di ragazzi (due milioni!) vanno alla Giornata Mondiale della Gioventù con il Papa, non succede mai niente? Perchè quando manifesta il centrodestra è tutto tranquillo? Perchè, se anche gli indignati sono una specie di dame di San Vincenzo, invece, nei cortei di no global e dintorni finisce sempre allo stesso modo? (...)