Le rarità di Eddie Condon pioniere presto dimenticato

A 83 anni B.B. King lascia le melensaggini che fanno storcere il naso ai puristi e torna nel cuore del blues, ovvero alla tradizione rileggendola come solo lui (quando vuole) sa fare. King, che ha trasformato l’estetica nera in richiamo universale, fa un bagno d’umiltà ripescando la dolente See That My Grave Is Kept Clean (1927) di Blind Lemon Jefferson prima di affrontare miti come T.Bone Walker (I Get So Weary) e Lonnie Johnson (Tomorrow Night). Così si rincorrono suoni antichi e moderni, tensioni e rilassatezze popolari (pagine di Bessie Smith e persino dei Mississippi Sheiks) in buon equilibrio tra tensione bluesy e raffinatezza. Con lui maghi come Dr John al pianoforte e il produttore dalle mani d’oro T.Bone Burnette.

B.B. King One Kind Favor (Universal - Geffen)