Rasmussen il pollo infila allo spiedo il Tour che conta

In cima al Pailhères lo precede Contador, ma il danese, sottovalutato da molti, continua a staccare i favoriti della corsa

In gruppo lo chiamano il «pollo», per via di quelle gambette secche secche, ma in questo Tour un po’ bislacco e indecifrabile, dove i campioni fanno la figura dei polli, i polli sembrano davvero aquile. Lo davano per spacciato, l’altro ieri, nella crono di Albi. Rasmussen, danese ripudiato dalla sua nazione e dalla nazionale per non aver dato la propria reperibilità e quindi per aver saltato due esami a sorpresa (per lui niente nazionale: addio Mondiali e addio Pechino 2008) continua a volare alto sui cieli azzurri del Tour de France.
Ieri è andato all’attacco, con il pupo della Grand Boucle, Alberto Contador, il più giovane della corsa, la maglia bianca, il pupo davanti, il pollo travestito da aquila subito dietro. Gli altri indietrissimo, molto staccati, alcuni quasi dispersi, come Alexandre Vinokourov, il kazako re per una notte, grande trionfatore della cronometro di Albi, ieri si è staccato a 7 km dalla vetta del Pailhères e di lui si sono perse le tracce: arriverà 81° a 28’ e 50”.
Staccatissimo arriva Iban Mayo (a 9’31”), perdono terreno prezioso anche Cadel Evans e Andreas Klöden (a 1’52”) e Alejandro Valverde (a 5’35”). «Mi sentivo bene e c’era tanta gente che mi ha dato una carica eccezionale – ha detto il vincitore di giornata, Contador -. Ho vissuto una giornata straordinaria, ho lottato con la maglia gialla e alla fine ho vinto una grande tappa. E se domani dovessi pagare dazio, poco male, perché la felicità di oggi è eccezionale. Con Rasmussen ce la siamo giocata, abbiamo guadagnato terreno sugli avversari, ma non potevo perdere perché oggi la squadra è stata straordinaria e ho vinto per loro», dice questo ragazzo che non ha ancora 25 anni e studia con la maglia di Armstrong, la stessa che doveva essere di Basso, come vincere il Tour da grande e intanto rischia di vincerlo già adesso.
La prima parte della tappa è segnata da una fuga made in Spagna, con Gutierrez, Barredo, Perez, Txurruka, Colom, più «l’intruso» bielorusso Kuschynski, scattati dopo circa 30 km. Sul Pailhères iniziano a cedere terreno al gruppo, tirato dalla Saunier Duval e dalla Rabobank. Verso Plateu-de-Beille Colom lascia i compagni d’avventura, inghiottiti uno a uno dal gruppetto dei migliori, trainato da Boogerd per Rasmussen e da Popovych per Contador. Lo spagnolo della Discovery è il primo ad attaccare, scatenando la reazione di Rasmussen e dando avvio al duello, di cui sarà vittima anche Colom, ripreso a meno di 3 km dall’arrivo.
Oggi i corridori sono attesi da un altro pieno di montagne: la 15ª tappa, da Foix a Loudenvielle-Le Louron, presenta 5 gran premi della montagna in 196 km. Il primo è il Col de Port (1249 m, 2ª categoria), poi il Portet d’Aspet (1069 m, 2ª categoria), dove una lapide ricorda Fabio Casartelli, che lì morì a causa di una caduta il 18 luglio 1995, quindi il Col de Menté (1349 m, 1ª categoria), poi il Port de Balès (1755, fuori categoria), infine il Peyresurde (1569 m, 1ª categoria), a 11,5 km dall’arrivo.
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