Rassegna allo Gnomo

Il primo consiglio è quello di visitare con attenzione la mostra di Palazzo Reale, immagazzinando quadri, scorci, atmosfere scaturiti dai dipinti di Edward Hopper. Il secondo è di fare un divertente «ripasso» cinematografico approfittando dell’occasione fornita dalla rassegna «Hopper, immagini di cinema», in programma, fino a domenica, al cinema Gnomo (con biglietti ridotti alla mostra per chi presenta la tessera del cinema, e viceversa). Perché, riguardando un film come Psycho (stasera), vi verrà subito alla mente la casa ritratta in House by the railroad, risalente al 1925; o il voyeurismo della Finestra sul cortile (il 5) richiama alla mente le opere di uno degli artisti più citati negli ultimi cinquant’anni di grande schermo americano. È chiaro che non vi dovete aspettare l’esatta inquadratura o riproduzione dettagliata; fondamentale è invece riuscire a captare l’atmosfera che dai quadri di Hopper è stata trasmessa alle opere cinematografiche. Come ad esempio ha fatto Wim Wenders nei suoi road, traendo spunto dai paesaggi hopperiani. Difficile poi non cogliere la solitudine femminile impressa in Hotel room e non ritrovarla nella Nastassja Kinski protagonista del wenderiano Paris, Texas (domenica). La rassegna dello Gnomo propone un ciclo di dodici titoli, molti dei quali azzeccati, altri un po’ meno come la strana scelta del Postino suona sempre due volte (il 5) versione ’46. Rientrano sicuramente nel filone pellicole come Il Grande Gatsby (domenica), l’impatto noir del Grande sonno di Hawks, Viale del tramonto (oggi) e il recente Radio America (il 7) di Altman mentre sorprende la mancata presenza di Mulholland Drive di Lynch. Non poteva mancare quello che giustamente viene considerato il più hopperiano tra i film proposti, ovvero quel I giorni del cielo (il 6) di Terrence Malick, avvolto nelle atmosfere della provincia americana (vedasi il quadro Pennsylvania Coal Town che Hopper dipinse durante un viaggio automobilistico sulla West Coast).