La rassegna verrà ospitata dal 28 maggio al 5 giugno a Palazzo Venezia, a Palazzo Wedekind e alla Sala Trevi-Sordi Prendi l’arte e mettila in un film Dalle nuove sperimentazioni all’urbanistica, ecco i documentari del nuovo «Roma Art Doc Festival»

I nuovi linguaggi visivi saranno confrontati con i maestri del nostro Novecento

Tommaso Casini

Film sull’arte, film d’artista, documentari sull’architettura e numerosi omaggi al cinema e al video nelle sue forme più creative, sono questi i principali ingredienti della seconda edizione del «Roma Art Doc Fest» che si terrà, dal 28 maggio al 5 giugno, nelle sale di Palazzo Venezia, a Palazzo Wedekind e alla sala Trevi. L’evento cinematografico, con al centro un concorso di respiro internazionale, prevede un programma molto intenso su un panorama culturale e artistico quasi sconfinato per tematiche e cronologia.
Il festival parte con un inedito omaggio a Michelangelo Antonioni pittore, realizzato dalla moglie Enrica, a voler idealmente dialogare con l’anno passato quando la prima edizione nacque sotto l’egida del maestro del cinema italiano, con il cortometraggio Lo sguardo di Michelangelo, da lui stesso realizzato in occasione della conclusione del restauro del Mosè di San Pietro in Vincoli. L’edizione 2005 prevede la partecipazione di ben ventidue Paesi e un’ampia selezione della produzione cinematografica attuale su tematiche che spaziano dalla storia dell’arte alla museologia, dalle sperimentazioni dei nuovi linguaggi visivi ai film monografici sugli artisti e quelli sugli architetti; per giungere a un’importante sezione storica in cui verrà presentata una rassegna di lavori, più o meno recenti, su Caravaggio e un’altra su cinque artisti italiani del ’900 (Bruni, Greco, Marini, Guttuso, Fontana). Da segnalare anche gli eventi speciali dedicati a Pappi Corsicato, Studio Azzurro e l’anteprima de L’Impero di marmo di Folco Quilici. Il numero complessivo di oltre trecento opere dà la misura dell’imponente lavoro condotto dai direttori Carlo Fuscagni e Rubino Rubini, supportati dalla immancabile collaborazione delle Teche Rai, dell’Istituto Luce, della Cineteca Nazionale e della Soprintendenza al Polo museale di Roma che sta preparando la futura videoteca, la cui sede sarà proprio a Palazzo Venezia, in cui si potrà presto accedere alla visione di questo importante patrimonio per fini di studio. Per troppi anni ignorato e spesso qualitativamente impoverito, il documentario d’arte sta avendo una nuova stagione di attenzione e fervida produzione che cerca ancora però una sua completa e consolidata considerazione da parte del pubblico e della critica.
Per il programma completo www.docfest.it

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