Tra Ratatouille topo gourmet e i paladini del nuovo western

C’era una volta (e c’è ancora) il west. Diretto dal regista James Mangold Quel treno per Yuma è il remake del western degli anni ’50 di Delmert Daves che non fa rimpiangere i mitici assalti alla diligenza. Lo interpretano, con convinzione e fisico giusti, il ruvido Russel Crowe e il netto Christian Bale (Adriano, Cineland, Cinestar Cassia, Doria, Galaxy, Lux, Placet, Quattro Fontane, Roma). I topi, al cinema come nei fumetti, hanno sempre avuto fortuna. Succederà, c’è da scommetterci, anche a Remy, il tenero ratto con aspirazioni da chef protagonista di Ratatouille di Brad Bird l’ultimo cartoon della Pixar/Disney (in 29 sale). In contemporanea con la Festa del Cinema di Roma arriva nelle sale anche la nuova opera di Carlo Mazzacurati La giusta distanza, uno spinoso noir ambientato in provincia, alle foci del Po, e interpretato da Giovanni Capovilla, Ahmed Aafiene, Valentina Ludovini, Ivano Marescotti, Fabrizio Bentivoglio e Giuseppe Battiston (Admiral, Ciak, Cineland, Eden, Eurcine, Nuovo Sacher, Quattro Fontane, Tibur). Con la II edizione della Festa del Cinema il Cineclub Detour entra a far parte dei luoghi della kermesse con «esperimentoacustico»: musica, suoni, rumori e silenzi. Una selezione di documentari e corti musicali indipendenti animerà il club di via Urbana 47/a. Stasera alle 20.30 sarà proiettato Blank Generation di Amos Poe e Ivan Kral (nella downtown newyorkese dove Andy Wharol e la sua Factory avevano esaltato il pop, inizia a diffondersi il punk, la cosiddetta generazione vuota), mentre alle 22 toccherà a West Bank Story di Ari Sandel, musical vincitore dell’Oscar 2007 come miglior corto che narra la love story tra un soldato americano e una cassiera palestinese nel fast food di famiglia (info 06.45490845). Nel decennale della morte di Marco Ferreri anche la Sala Trevi rende omaggio al regista de La grande abbuffata con una retrospettiva completa intitolata «Storie di ordinaria follia». Oggi pomeriggio sarà proiettato Una storia moderna: l’ape regina primo film italiano di Ferreri (1963). Censurato per la sua feroce critica al matrimonio, tagliato, rimontato e rititolato, il film fu presentato a Cannes dove l’attrice Marina Vlady vinse il premio per la miglior interpretazione. A Ugo Tognazzi toccò il Nastro d’Argento (vicolo del Puttarello 25, 06.6781206).