«Il rating dell’Italia non sarà migliorato»

da Roma

Con rapidità sospetta alcuni giornali avevano parlato, ieri, di una possibile «promozione» dell’Italia da parte di Fitch, una delle tre principali agenzie internazionali di rating, grazie al miglioramento dei conti pubblici. Ma proprio il responsabile del rating italiano dell’agenzia, Brian Coulton, ha precisato a Milano che Fitch non ha intenzione di modificare a breve termine le proprie prospettive sul nostro Paese. «L’outlook sul debito italiano resterà stabile nel prevedibile futuro - ha spiegato Coulton -; niente è cambiato nella nostra valutazione. Prodi potrà fermare l’incremento del rapporto debito-Pil, ma non abbastanza per far alzare il rating». Di più: l’eventuale slittamento della riforma delle pensioni - in particolare dell’innalzamento dell’età pensionabile - viene considerato preoccupante e pericoloso. «I conti sono in ordine, il giudizio positivo arriverà», ribatte Romano Prodi.
Fitch aveva declassato lo scorso autunno il rating da «AA» a «AA-» con prospettive negative, dopo la delusione per la Finanziaria presentata dal governo. Ora, ha spiegato Coulton, «il governo parla di far slittare l’innalzamento dell’età pensionabile: se si stratta di uno o due anni, nessun problema per noi; ma se si dovessero annullare le decisioni prese in precedenza (lo «scalone», ndr) questo rappresenterebbe invece un grosso problema. Se la riforma venisse annullata o rinviata a tempo indeterminato - ha aggiunto Coulton - i timori sarebbero crescenti perché in Italia la popolazione è più anziana rispetto ad altri Paesi». Nel medio periodo, ha ricordato l’esponente di Fitch, l’Italia deve affrontare gravi problemi di competitività e di crescita, «altrettanto importanti rispetto alle sfide della finanza pubblica».