Ratzinger denunciato in Messico per le sue parole contro l’aborto

Nostro inviato a Pavia

La «qualità» della convivenza dipende anche dal «rispetto e la difesa della vita in ogni sua fase».
Lo ha detto ieri mattina Benedetto XVI, incontrando il personale e i malati dell’ospedale San Matteo di Pavia. «Il mio vivo auspicio – ha detto il Papa – è che, al necessario progresso scientifico e tecnologico, si accompagni costantemente la coscienza di promuovere, insieme con il bene del malato, anche quei valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita in ogni sua fase, dai quali dipende la qualità autenticamente umana di una convivenza».
Nelle stesse ore una polemica legata proprio agli appelli della Chiesa in difesa della vita è scoppiata in Messico, dove la responsabile per i diritti umani del Comitato esecutivo del Prd (il partito repubblicano democratico), Marcella Nolasco, ha annunciato di voler denunciare nelle prossime ore il Pontefice, per farlo dichiarare «sgradito», giudicando le sue parole contro l’aborto una «indebita interferenza» negli affari interni messicani.
All’origine dell’iniziativa – di per sé clamorosa, ma non inusuale in Messico, dove sta crescendo l’anticlericalismo e dove la Chiesa è esposta a durissimi attacchi pubblici – c’è una lettera del cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, il quale nei giorni scorsi, a nome del Papa, ha scritto ai vescovi del Paese ringraziandoli per gli auguri di compleanno giunti a Ratzinger. Nel messaggio, reso noto ieri dall’agenzia Zenit, si legge che il Pontefice «si unisce alla Chiesa in Messico e a tante persone di buona volontà, preoccupate di fronte a un disegno di legge, del Distretto Federale, che minaccia la vita del bambino non nato». Il riferimento è alla legislazione abortista che sta per essere approvata a Città del Messico. La deputata Nolasco intende per questo denunciare il Pontefice e ha dichiarato di considerare Benedetto XVI «corresponsabile del clima di violenza e di minacce che si sta creando in Messico».