Ratzinger: «Sto imparando il mestiere di Papa»

Benedetto XVI ha lasciato ieri la Valle d’Aosta, ma non sono state vacanze solo di relax, appelli e preghiere per la pace

da Aosta

Benedetto XVI ha lasciato ieri Les Combes, il rifugio valdostano dove ha trascorso la sua seconda vacanza estiva da Pontefice. Un periodo non proprio di relax, visto l’agitarsi dello scenario internazionale, in particolar modo in Medio Oriente. Così nei 18 giorni passati a Les Combes, il Papa ha rivolto appelli per la pace, come in occasione degli Angelus del 16 e 23 luglio. Non sono tuttavia mancate le passeggiate fra i boschi e i pellegrinaggi nei luoghi religiosi della zona.
Benedetto XVI ha poi fatto davvero amicizia con i giornalisti che lo hanno seguito in Valle d’Aosta. Non si è mai sottratto alle loro domande in questi giorni e ieri, al momento di partire per Castelgandolfo, è tornato a parlare brevemente ai microfoni. Una domanda soprattutto è sembrata piacergli, tanto da strappargli una franca risata: «Come si trova dopo un anno a fare il Papa»?. «Comincio a imparare il mio mestiere», ha risposto. E come questo «mestiere» sia impegnativo lo ha poi spiegato in un’altra risposta: «Questo periodo in montagna è stato anche troppo breve, adesso cominciamo a lavorare, ma mano a mano».
A questo proposito, un cronista allora ha chiesto al Pontefice se quello trascorso nella colonia salesiana di Les Combes fosse stato un periodo di solo riposo. «Ho anche lavorato, solo con il lavoro le vacanze sono anche buone. Senza non sarebbero state buone vacanze», ha precisato. Ed è chiaro che un Papa non può mai «staccare». Men che mai in un momento così gravido di tensioni come quello presente. La crisi mediorientale, che ha impegnato ogni giorno la diplomazia vaticana e anche il Pontefice queste settimane è stata evocata ancora da Papa Ratzinger: «Il nostro strumento principale è la preghiera, naturalmente il nostro è un grido non soltanto a Dio ma anche agli uomini», ha ricordato ai giornalisti che gli chiedevano cosa fare ora, dopo la «deludente Conferenza di Roma», così definita dal ministro degli esteri vaticano Giovanni Lajolo. Per il Papa una cosa è certa: deve continuare a chiedere pace e giustizia ad alta voce. «Non taciamo. Facciamo il possibile per arrivare alle orecchie dei potenti», ha affermato prima di montare sull’auto che dai 1.300 metri di Les Combes lo ha portato all’aeroporto San Cristophe di Aosta, da dove l’Air Vallee lo condurrà a Ciampino, lo scalo aereo a pochi chilometri dalla residenza estiva di Castelgandolfo.
«Arrivederci a Roma», ha detto ai giornalisti congedandosi con un sorriso.