Rauschenberg, realtà riciclata

Non poteva che approdare a Villa Panza di Varese il genio di Robert (Milton Ernst) Rauschenberg, uno dei protagonisti assoluti dell’arte comtemporanea americana, al quale il Fai - Fondo Ambiente Italiano dedica un’antologica dal titolo «Gluts», che si inaugura oggi, fino al 27 febbraio 2011. Fu infatti proprio il mecenate e collezionista Giuseppe Panza, recentemente scomparso, che per primo in Italia cominciò a collezionare le opere dell’americano del Texas; in particolare, le celebri Combines, nell’ormai lontano 1959. L’esposizione varesina, allestita in collaborazione con Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, Estate of Robert Rauschenberg di New York e Banca Bsi, con il contributo del Consolato americano, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Varese ed Ecodom, è sicuramente un tentativo riuscito di mettere a fuoco la figura di un artista che - insieme con Jasper Johns ed Andy Warhol - ha impersonato la pop art (e non solo) dei primi anni Sessanta, pur mantenendosi volutamente fuori da movimenti e correnti più o meno istituzionalizzate. Dopo un lungo tour internazionale che ha coinvolto sedi prestigiose quali il Guggenheim di Venezia, il Museo Tinguely di Basilea e il Guggenheim di Bilbao, l’esposizione di Varese è arricchita da un nuovo nucleo di opere. Del resto, il titolo della mostra, «Gluts», non è casuale. L’obiettivo dei curatori è infatti quello di focalizzare l’attenzione del visitatore sulla pratica dell’artista di recuperare materiali di risulta, «componenti» abituali della vita quotidiana, per assemblarli in forma artistica, infondendo loro una «nuova vita». I «Gluts» sono infatti il risultato di una ricerca che ha visto impegnato Rauschenberg - scomparso nel suo buen retiro di Captiva Island, in Florida, nel maggio del 2008 - tra gli anni ’80 e ’90. Certo - si dirà - presentare rottami ed oggetti di uso quotidiano non era un’idea nuova: lo avevano già fatto i dadaisti nel primo dopoguerra. Ma l’opera di Rauschenberg, senza intenti dissacrante nè polemici, è semplicemente il tentativo quasi cronachistico di constatare, più che ritrarre, la realtà di ogni giorno. Info: 0332.283960, www.fondoambiente.it.