Rava s’ispira a Ellington per il suo «New York days»

Appuntamento da non perdere con il grande jazz. Domani sera all’Auditorium, Enrico Rava presenta il nuovo album New York days, appena pubblicato dalla gloriosa etichetta ECM e inciso con Stefano Bollani al piano, Paul Motian alla batteria, Mark Turner al sax e Larry Grenadier al contrabbasso. Un disco che si ispira a Duke Ellington, per aver scritto musica «specificamente per singoli musicisti», e a Miles Davis, «per non aver scritto molto». Già, perché Rava ama dare poche informazioni e lasciare spazio alla creatività degli artisti.
Perché sceglie di dare questa impronta ai suoi dischi?
«Scrivo poco e lo faccio pensando ai musicisti che suonano con me. Do poche informazioni su accordi e giro armonico. Ho lavorato molto sulle parti da affidare a Mark Turner, per creare situazioni in cui potesse tirar fuori la sua melodicità. Con Bollani è tutto più facile, siamo quasi in simbiosi».
Lasciarli liberi di esprimersi è anche un modo per farsi sorprendere e trovare nuove ispirazioni?
«Credo di aiutarli a dare il meglio. Chi ha inciso con Miles ha dato il meglio proprio suonando con lui, che scriveva davvero poco. Sono convinto che Herbie Hancock e Tony Williams non si siano più ripetuti su quei livelli. Turner è stato il primo a sorprendersi di ciò che ha suonato nel mio disco».
Lei è sempre molto attento ai nuovi talenti del jazz italiano. Ha visto Bollani diventare una stella internazionale.
«Ho due grandi motivi di felicità: si chiamano Stefano Bollani e Gianluca Petrella. Credo siano i due più grandi musicisti della storia del jazz italiano. Il mio merito è quello di aver accelerato la loro crescita, inserendoli subito nel grande circuito del jazz. Suonare mi piace ancora molto e non posso fossilizzarmi. I giovani sono più vicini al mio modo di sentire e per questo amo collaborare con loro. Ora punto su Giovanni Guidi, pianista del mio nuovo quintetto».
Come sarà «New York days» dal vivo?
«Non c’è Paul Motian, che ha scelto di non affrontare più le lunghe tournée. Al suo posto Jeff Ballard, grande batterista che suona con Larry Grenadier e col sassofonista Michael Blake. Proprio Blake sostituirà Mark Turner, che si è infortunato a una mano. Per questo, il tour sarà una sorpresa anche per me».