RAVENNA E GENOA, LE VITE PARALLELE

Massimiliano Lussana

nostro inviato a Ravenna

Dici che sei di Genova e ti guardano, in sella alle loro biciclette, unico vero mezzo di locomozione ravennate, come se venissi da un altro mondo. Il tam tam dei siti internet che da giorni e giorni tamburella incessante «Tutti a Ravenna», un po’ di impressione la fa. Fa impressione anche il ricordo dell’ultima volta importante, quando al Benelli c’erano diecimila e cinquecento spettatori, mai visti allo stadio del capoluogo della Romagna, e settemila e ottocento di loro venivano da Genova.
Era l’8 giugno del 1997, penultima giornata del campionato di serie B, e finì 1-1 con reti di Gasparini per i giallorossi ravennati e pareggio rossoblù con rigore di Masolini. Il Ravenna giocava per l’ottavo posto in campionato, quindi per nessun obiettivo particolare, il Genoa per andare in A. Ma doveva vincere. Il Ravenna terminò ottavo, il Genoa restò in B. Per non tornare in A, mai più. Oddio, c’era tornato a giugno di quest’anno, poi...Ma questa è un’altra storia.
L’agenzia Ansa, quel giorno, scrisse asettica: «Violenta contestazione dagli spalti ravennati all’indirizzo dell’allenatore del Ravenna Walter Alfredo Novellino, in tribuna perchè squalificato». E ancora: «Al termine dell’incontro, lancio di oggetti tra i settori di curva Nord (tifosi del Ravenna) e distinti (tifosi genoani)». E fra i supporter rossoblù quella partita è rimasta talmente sulla pelle da far iscrivere ancor (...)