Razzi su Israele Il governo dà l’ok ad attaccare Gaza

Gerusalemme Il governo israeliano ha autorizzato l'esercito a intraprendere i passi necessari per fermare il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza, tra cui un'operazione di terra. Lo ha fatto sapere a condizioni di anonimato un ufficiale delle forze armate dello Stato ebraico in seguito a una riunione del Gabinetto - ovvero dei sette più importanti membri del governo - in cui i ministri hanno discusso del recente aumento di lanci di razzi da Gaza. Il governo, ha spiegato l'ufficiale, ha approvato operazioni militari che vanno da attacchi «chirurgici» contro militanti palestinesi fino a un'ampia offensiva di terra. I ministri, è stato precisato, non hanno ordinato un attacco terrestre, ma hanno autorizzato i militari ad agire a seconda dell'intensità degli attacchi dei militanti palestinesi. In mattinata Israele aveva acconsentito a ritardare le operazioni militari contro la Striscia di Gaza e dato tempo all'Egitto fino alla mezzanotte di ieri per provare a raggiungere un accordo di cessate il fuoco informale fra le parti. L'obiettivo della mediazione egiziana sarebbe quello di convincere i militanti palestinesi a fermare i lanci di razzi verso il sud di Israele.
Tutto questo mentre, all’indomani dello choc provocato in Israele dal voto dell’Onu che ha ammesso la Palestina nell’Unesco quale membro a pieno titolo, il governo Netanyahu dà ordine di accelerare i tempi per la costruzione di duemila nuovi alloggi negli insediamenti ebraici a Gerusalemme Est e in altre aree della Cisgiordania occupata. Un gesto che avrà pesanti conseguenze, ma che Netanyahu vuol compiere per esprimere la totale insoddisfazione israeliana per uno sviluppo che, secondo i dirigenti dello Stato ebraico, ostacola il processo di pace e solleva gravi interrogativi sulle intenzioni dell’Autorità nazionale palestinese. Fonti ufficiali hanno fatto anche sapere che Israele sospenderà temporaneamente il trasferimento di fondi all’Autorità nazionale palestinese come forma di pressione.