Razzie da sceicco, l’Europa sta a guardare

Il fatto è che da anni ci sentiamo ripetere che i presidenti non ci guadagnano un euro. Poveretti. Ma e allora questi sceicchi cosa fanno? Dopo un mese di mercato ci sono tre club con il carrello che straborda di garretti e tibie, il Paris Saint Germain della Quatar Investiment authority e di Leonardo De Arroyo che conferma l’acutezza di cui lo accreditano, il City di Mansur figlio e Roberto Mancini che compra e getta senza neppure fare la differenziata, e il neo Malaga di Abdullah che sta progettando di fare del club un punto di riferimento nella Liga spagnola.
In trenta giorni hanno speso più di duecento milioni, si potevano comprare la Prermier League invece hanno speso per Pastore, Menez, Aguero e Cazorla.
Azzerati Florentino Perez, Rosel, Moratti, Berlusconi, Agnelli, De Laurentiis, perfino Abramovic entra solo nei sottotitoli. Al tempo, gli oligarchi dell’Est tengono ancora botta, se Suleyman Kerimov non ha messo l’Anzhi Makhachkaia in classifica è solo perché gente a modo come Eto’o e Gattuso si sono rifiutati di annegare nei rubli dentro una squadra che sarà anche la capitale del Daghestan, però fino a vent’anni fa neppure esisteva. Ma gli sceicchi sono altra categoria, Zayd bin Sultan Al Nahyan, babbo di Mansur bin Zayd Al Nahyan da tre anni presidente onorario del Manchester City, ha un patrimonio personale di cento miliardi di dollari. Se gli dovessero girare viene qui e compra tutto, e probabilmente gli venderemmo tutto senza fare domande, compreso le nostre beghe, magari loro si divertono. Il fondo di investimento del Qatar che sta rivitalizzando il football parigino ha talmente le mani in pasta ovunque che la lista sarebbe più breve trascrivendo solo chi finora è scampato al loro pantagruelismo, c’è dentro perfino la prima banca cinese con un investimento di circa tre miliardi di dollari e anche i tanti cari magazzini londinesi Harrod’s. Se il nostro calcio sta vivendo l’età del petrolio e in fondo tutti stanno cercando di chiudere un occhio sull’etica, la tradizione e altro, e i nostri presidenti si augurano che gli sceicchi vadano da loro a fare la spesa, non ci rimane che una sola speranza. E cioè che siano arrivati i nuovi ricchi scemi, con rispetto parlando, e i nostri presidenti finalmente avrebbero trovato qualcuno a cui lasciare una bella stecca. Poverini.