Razzismo, per 9 senegalesi su 10 non esiste

Il 70 per cento (per esattezza il 67,6) definisce «buone» le relazioni tra italiani e immigrati africani in Italia. E per un altro 15,9 sono «abbastanza buone». Ancora: il 17,6 per cento giudica il soggiorno in Italia «molto bene» grazie alle opportunità di lavoro e alla buona accoglienza e «abbastanza bene» il 64. Chi si trova «abbastanza male» è il 18,2 e solo un 11,3 per cento denuncia «cattive condizioni». E ancora: la maggioranza ha simpatia per gli abitanti dello Stivale: quasi la metà ha dichiarato di avere amici italiani e il 13,8 per cento ha avuto almeno una relazione sentimentale con un italiano o con un’italiana.
Questo e altro emerge da una ricerca condotta su un campione di 152 senegalesi a Milano, realizzata da Ferrari Nasi & Grisantelli con la collaborazione di un giovane sociologo nordafricano. Lo studio parte da un punto di vista diverso dal solito e sfata una serie di luoghi comuni basati su singoli e recenti fatti di cronaca che non sono tuttavia rappresentativi di una realtà assai più complessa e sfaccettata. E che presenta alcune sorprese. Nella vita di tutti i giorni, per esempio, il rapporto tra senegalesi e milanesi si rivela molto più solido e solidale di quanto non appaia.
Così, alla domanda «per quale motivo avete scelto l’immigrazione e l’Italia come Paese d’accoglienza», hanno risposto: «È il Paese più accogliente per trovare lavoro»; «per lavorare e sfruttare i miei diplomi»; «per sfuggire alla disoccupazione» (47 per cento). I lavori più gettonati? Operai (35,8); commercianti (47) e «altro» (17,2): custodi, commessi di supermercato, carpentieri.