Razzismo, Italia e Germania boicottano Durban

Ad oggi non ci sono le condizioni
per l’Italia per re-impegnarsi nel negoziato. Frattini: "Condizioni inaccettabili". Fra due giorni l’apertura a Ginevra della
conferenza Onu sul razzismo. Anche Berlino non sarà presente "senza il rispetto delle cosiddette linee rosse""

Roma - A oggi "non ci sono le condizioni per l’Italia per re-impegnarsi nel negoziato per la conferenza Durban II". A due giorni dall’apertura a Ginevra della conferenza Onu sul razzismo, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ribadisce ancora le condizioni "inaccettabili", che precludono per ora la partecipazione dell’Italia, contenute nel documento preparatorio su Durban II. Anche se, ha assicurato il ministro, "siamo impegnati con i colleghi europei fino all’ultim’ora".

Frattini chiude a Durban II "L’Italia - ha spiegato il ministro Frattini - mantiene l’atteggiamento di disimpegno dal negoziato tenuto fino ad ora, una scelta del resto presa anche dagli Stati Uniti". Ma per ora, ha assicurato Frattini, "non ci sono le condizioni" per la partecipazione dell’Italia. Il ministro ha, quindi, ricordato i punti contenuti nella bozza conclusiva della conferenza contro il razzismo, in parte modificati ma ancora considerati inaccettabili, perchè giudicati antisemiti nella parte che riguarda l’Olocausto, ma ha ricordato anche le critiche al riferimento alla libertà di espressione che, ha detto, "non è significativamente garantita". Un tema sul quale Frattini - come ha spiegato a margine della conferenza sul disarmo nucleare conclusasi oggi alla Farnesina - si è confrontato anche con i colleghi europei. "Questa mattina ho avuto colloqui telefonici con i miei colleghi inglese, francese, svedese, tedesco, danese e olandese, e ho rappresentato loro i dubbi dell’Italia ed ho ricordato che l’impegno, con i colleghi europei, proseguirà fino all’ultima ora".

Berlino boicotterà la conferenza Il governo tedesco non parteciperà alla conferenza internazionale sul razzismo, detta Durban 2, che inizierà lunedì prossimo a Ginevra: "Anche altri Paesi Ue decideranno di boicottare la conferenza". Sarebbe la prima volta che Berlino disdice la sua presenza a una conferenza delle Nazioni Unite. Un portavoce del ministero degli Esteri, precisa la Welt, ha spiegato che la decisione ufficiale deve ancora essere presa. Ma è certo che "senza il rispetto delle cosiddette linee rosse una partecipazione non sarà possibile". Per "linee rosse" il ministero degli Esteri tedesco intende una presa di posizione unilaterale contro Israele e l’Occidente, così come era stata stata rappresentata dalla conferenza del 2001 a Durban, in Sudafrica. Il responsabile della sezione diritti umani del governo federale tedesco, Guenter Nooke, ha affermato di "vedere più motivi per non partecipare che per essere presenti" a Ginevra. Su questa vicenda Nooke auspica "una posizione il più possibile compatta dei paesi dell’Unione europea".