«Il razzismo è un mostro che può risorgere»

Roma. La deportazione degli ebrei romani dal Ghetto, iniziata esattamente 65 anni fa, il 16 ottobre 1943, fu una tragedia non solo per il popolo ebraico ma per l’intera nazione italiana. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha scelto proprio la sede del Museo Ebraico di Roma, all’interno della Sinagoga, per sottolineare questo concetto.
«Ricordare quella data, quello che accadde a Roma quel giorno, il suo aspetto tragico, il dolore, soprattutto di fronte a coloro che hanno ancora nel corpo e nell’anima il ricordo, non può e non deve essere un dovere soltanto per gli ebrei romani o italiani. Perché la data del 16 ottobre 1943 deve essere ricordata dalla comunità nazionale» in quanto «non si trattò di una vicenda tragica che riguardò soltanto gli ebrei: colpì gli ebrei ma riguardò gli italiani».
«Il razzismo - ha detto il presidente della Camere -, come la xenofobia è una sorta di mostro che anche quando si pensa di aver debellato può risorgere in forme e modalità diverse».